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Introduzione
Se stai cercando cosa si studia a Scienze motorie, probabilmente lo sport occupa già un posto importante nella tua vita. Magari pratichi una disciplina da anni, ti interessa l’allenamento oppure ti affascina capire come il corpo possa migliorare forza, resistenza, coordinazione e prestazione.
Ma c’è una cosa che vorrei chiarire subito: studiare Scienze motorie non significa semplicemente fare sport all’università.
Durante la triennale incontrerai anatomia, fisiologia, biologia, biochimica, psicologia, pedagogia e metodologia dell’allenamento. Accanto alla teoria troverai poi attività tecnico-pratiche e discipline sportive.
Prima di scegliere questo percorso, quindi, vale la pena capire cosa ti aspetta davvero.
Cosa si studia a Scienze motorie?
La laurea triennale appartiene alla classe L-22 – Scienze delle attività motorie e sportive e dura normalmente 3 anni per 180 CFU.
L’obiettivo non è semplicemente formare persone capaci di praticare uno sport, ma professionisti in grado di comprendere il movimento umano e progettare, condurre e valutare attività motorie e sportive.
La formazione mette quindi insieme diverse aree.
Anatomia, biologia e fisiologia
Prima di capire come allenare il corpo devi capire come funziona. Per questo incontrerai discipline come anatomia umana, biologia, biochimica e fisiologia. Studierai apparato muscolo-scheletrico, sistemi energetici, funzionamento degli organi e risposte dell’organismo all’attività fisica.
Teoria e metodologia del movimento
Come impariamo un gesto motorio? Come si sviluppano coordinazione, equilibrio e controllo del movimento? Questa area permette di studiare il movimento umano non soltanto come attività pratica, ma come fenomeno da osservare, analizzare e migliorare.
Teoria e metodologia dell’allenamento
Qui inizi a entrare maggiormente nel mondo della performance. Carico, recupero, forza, resistenza e programmazione dell’esercizio diventano elementi da comprendere e utilizzare attraverso criteri scientifici.
Psicologia e pedagogia
Allenare significa anche lavorare con persone. Motivazione, apprendimento, comunicazione, sviluppo e dinamiche relazionali diventano quindi parte della formazione.
Discipline sportive
Calcio, pallacanestro, pallavolo, atletica, ginnastica, nuoto e altre discipline possono comparire nei piani universitari con modalità differenti. La parte pratica è importante, ma viene studiata insieme alle basi scientifiche e metodologiche che permettono di comprendere come e perché proporre una determinata attività.
Quali esami si fanno a Scienze motorie? Due università a confronto
Non esiste un piano identico in tutta Italia. Confrontare gli esami è quindi uno dei modi migliori per capire quale università sia più adatta a te.
Università degli Studi di Milano
Nel piano 2025/26 di Scienze motorie, sport e salute dell’Università Statale di Milano, già nel primo anno trovi insegnamenti come Anatomia e morfologia umana applicata, Biologia, chimica e biochimica generale, Psicologia applicata alle scienze motorie, Pedagogia generale e applicata alle scienze motorie e Teoria e metodologia del movimento umano.
Ma trovi anche attività più direttamente sportive: Basi motorie della ginnastica e un insegnamento dedicato agli sport di squadra che comprende calcio, pallacanestro e pallavolo.
È un ottimo esempio della natura interdisciplinare del corso: scienze biologiche, comportamento umano e pratica sportiva convivono nello stesso percorso.
Università di Bologna
Anche il corso L-22 dell’Università di Bologna combina conoscenze scientifiche, metodologiche e applicative relative al movimento e allo sport. Il confronto tra i due atenei permette soprattutto di capire una cosa: anche se la classe di laurea è la stessa, numero di CFU, organizzazione delle attività pratiche e peso delle singole discipline possono cambiare.
Prima di iscriverti, quindi, non fermarti al nome “Scienze motorie”. Apri il piano didattico e confrontalo con quello di almeno un’altra università. In generale, puoi organizzare gli esami in queste macro-aree:
Area biomedica: Anatomia, Biologia, Biochimica, Fisiologia e discipline mediche.
Area motorio-sportiva: Teoria del movimento, metodologia dell’allenamento, attività motorie e discipline sportive.
Area psicopedagogica: Psicologia, Pedagogia e discipline legate all’apprendimento e alla relazione.
Area metodologica: valutazione funzionale, metodologia della ricerca e strumenti per analizzare attività e prestazione.
Area pratica: laboratori, esercitazioni, attività sportive e tirocini secondo il corso.
Quanto dura davvero Scienze motorie?
La durata prevista è di 3 anni, ma non tutti gli studenti terminano esattamente nei tempi.
In assenza di un unico indicatore nazionale che descriva perfettamente tutti i corsi L-22, utilizzerei come stima orientativa una durata effettiva nell’ordine dei 3,5-4 anni, considerando insieme chi termina nei tre anni e chi accumula ritardo.
Anche per gli studenti fuoricorso parlerei, sempre come stima e non come dato ufficiale nazionale, di un ordine di grandezza del 20-30%, ricordando che la percentuale può cambiare molto tra atenei e coorti.
Alcuni dati reali aiutano però a capire l’impegno richiesto. Tra i laureati L-22 del 2025, dichiara di aver frequentato oltre il 75% degli insegnamenti il 63,6% a Bologna, il 68,4% a Milano e il 74,2% a Pisa.
La frequenza, quindi, può avere un peso significativo, soprattutto quando il corso comprende laboratori e attività tecnico-pratiche.
Quanti studenti frequentano Scienze motorie?
Scienze motorie è un percorso presente in numerosi atenei italiani e la numerosità cambia notevolmente tra università tradizionali e telematiche. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza, nel 2025 AlmaLaurea registra 440 laureati L-22 all’Università di Roma Foro Italico, 262 alla Statale di Milano, 185 a Bologna e 152 a Pavia.
Attenzione: sono laureati annuali, non iscritti complessivi.
Considerando corsi, annualità e università italiane, possiamo parlare orientativamente di diverse decine di migliaia di studenti coinvolti complessivamente nell’area L-22, mentre la quota dei fuoricorso rappresenta una parte di questa popolazione. Per un numero nazionale puntuale è necessario utilizzare i dati MUR relativi allo specifico anno accademico.
5 competenze utili per studiare Scienze motorie
1. Interesse per il funzionamento del corpo. Se anatomia e fisiologia ti incuriosiscono, hai una buona base motivazionale.
2. Capacità di osservazione. Un movimento deve essere osservato, analizzato e, quando necessario, corretto.
3. Comunicazione. Spiegare un esercizio in maniera efficace richiede chiarezza e capacità di adattarsi alla persona che hai davanti.
4. Organizzazione. Programmare attività e allenamenti significa ragionare su obiettivi, progressione, tempi e recupero.
5. Capacità relazionale. Sport e movimento sono spesso attività che coinvolgono individui, gruppi, squadre, bambini, adulti o anziani.
Scienze motorie potrebbe essere adatta a te se ami…
Ci sono tre segnali interessanti.
Ami capire il corpo, non soltanto allenarlo. Vuoi sapere cosa succede a muscoli, articolazioni e organismo quando una persona si muove.
Ti piace aiutare le persone a migliorare. Prestazione, salute, apprendimento motorio e benessere ti interessano perché hanno un effetto concreto sulla vita delle persone.
Ami lo sport, ma sei curioso anche della scienza che c’è dietro.
Quest’ultimo punto è fondamentale.
Una falsa convinzione molto diffusa è: “Sono bravo nello sport, quindi Scienze motorie sarà facile per me.”
Non funziona così.
Essere sportivi può aiutare, ma non sostituisce lo studio di anatomia, fisiologia, biochimica, psicologia e metodologia.
Non devi soltanto saper eseguire un movimento. Devi imparare a capirlo, valutarlo, insegnarlo e programmarlo.
Se ami lo sport ma non sai se Scienze motorie corrisponda davvero alle tue attitudini, scopri Dove Inizio e avvia il tuo percorso di orientamento: confronta interessi, competenze e motivazioni con ciò che questa facoltà richiede realmente.
3 pro e 3 contro di studiare Scienze motorie
Tra i pro, il primo è la combinazione tra teoria e applicazione pratica. Il secondo è la possibilità di lavorare in un settore collegato a movimento, sport e benessere. Il terzo è la varietà di specializzazioni successive, dalla performance alle attività preventive e adattate, fino alla gestione dello sport.
Ci sono però anche contro da considerare. Il primo è che la sola passione sportiva non basta: il percorso comprende diverse discipline scientifiche. Il secondo è che alcuni obiettivi professionali richiedono di continuare gli studi con una magistrale o acquisire ulteriori qualifiche. Il terzo è che “lavorare nello sport” comprende realtà molto differenti per attività, stabilità e condizioni professionali: serve quindi costruire una specializzazione riconoscibile.
Che lavoro puoi fare dopo Scienze motorie?
Un errore comune è pensare che l’unica possibilità sia diventare personal trainer o allenatore.
Gli sbocchi sono più articolati.
In funzione del percorso, delle qualifiche richieste e dell’eventuale prosecuzione degli studi, puoi orientarti verso attività come:
- chinesiologo di base;
- tecnico delle attività motorie;
- preparazione atletica, con i requisiti previsti;
- personal training;
- fitness e wellness;
- attività motorie individuali e di gruppo;
- gestione e conduzione di attività sportive;
- centri fitness e palestre;
- società e associazioni sportive;
- centri sportivi;
- organizzazione di eventi sportivi;
- promozione dell’attività fisica;
- progetti di sport e benessere;
- attività motoria per differenti fasce d’età;
- valutazione motoria e funzionale nei limiti delle competenze professionali;
- ricerca nell’ambito delle scienze motorie, proseguendo gli studi;
- sport management, con una specializzazione adeguata;
- comunicazione e marketing sportivo, integrando competenze specifiche;
- insegnamento, seguendo il percorso e i requisiti previsti dalla normativa.
Un punto importante è la figura del chinesiologo, riconosciuta nell’ordinamento italiano nell’ambito della riforma del lavoro sportivo: il laureato L-22 è associato alla figura professionale del chinesiologo di base per le attività previste dalla normativa.
Questo rende ancora più importante distinguere tra professioni che derivano direttamente dal percorso universitario e ruoli sportivi che richiedono certificazioni, qualifiche federali o ulteriori titoli.
Cosa succede dopo la triennale?
La laurea L-22 permette sia di entrare nel mondo del lavoro sia di continuare gli studi.
Le magistrali possono portare verso aree differenti: attività motorie preventive e adattate, scienze e tecniche dello sport, management dello sport e altri percorsi collegati. La prosecuzione è molto frequente. A Bologna, per esempio, tra i laureati del collettivo AlmaLaurea considerato a un anno dal titolo, l’88,4% risulta iscritto a una laurea di secondo livello. Nello stesso campione, il tasso di occupazione è del 62,8%.
Le due percentuali non sono necessariamente incompatibili: alcuni laureati possono infatti studiare e lavorare contemporaneamente.
È un’informazione interessante perché racconta una caratteristica di questo percorso: continuare a specializzarsi non significa necessariamente rimandare completamente l’ingresso nel mondo del lavoro.
Scienze motorie all’estero: che valore ha?
Sport, exercise science, kinesiology, human movement e sport science sono aree presenti in numerosi sistemi universitari internazionali. Questo può aprire opportunità in centri sportivi, ricerca, performance, wellness e organizzazioni legate allo sport.
Ma attenzione: titoli professionali, attività consentite e requisiti cambiano da Paese a Paese. Un titolo italiano non attribuisce automaticamente le stesse competenze professionali in ogni Stato.
Se immagini una carriera internazionale, può essere particolarmente utile sviluppare inglese, esperienza all’estero, conoscenze scientifiche aggiornate, analisi dei dati applicata allo sport e competenze nella valutazione della performance.
Quindi, Scienze motorie è la facoltà giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Scienze motorie, prova a non chiederti soltanto: “Mi piace fare sport?”
Chiediti:
- Mi interessa capire scientificamente il movimento?
- Mi vedo a lavorare con persone diverse per aiutarle a muoversi, allenarsi o migliorare?
- Sono disposto a studiare anche quando davanti non ho un campo da gioco, ma un libro di anatomia o fisiologia?
Guarda i piani di studio. Confronta le università. Informati sulle magistrali e sulle professioni. Cerca soprattutto di distinguere la passione per praticare sport dalla passione per studiare e lavorare attraverso lo sport.
Se vuoi capire se Scienze motorie, o un altro percorso universitario, è realmente coerente con chi sei, scopri Dove Inizio e avvia il tuo percorso di orientamento: parti dalle tue competenze, dai tuoi interessi e dalle tue motivazioni per confrontarli con le caratteristiche reali delle facoltà che stai valutando.
Perché prospettive professionali, materie e opportunità sono importanti. Ma una scelta capace di sostenerti nel tempo nasce soprattutto dall’incontro tra ciò che puoi fare e ciò che ti spinge davvero: la tua passione, il tuo livello di motivazione e quello per cui senti di essere realmente portato.
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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.
