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Introduzione
“Filosofia? Quindi passerai tre anni a studiare Platone e Aristotele?”
È uno dei luoghi comuni più frequenti.
La storia della filosofia è certamente una parte fondamentale del percorso, ma studiare Filosofia all’università non significa soltanto conoscere ciò che hanno pensato i grandi filosofi del passato.
Significa imparare a interrogarsi su problemi che continuano a riguardarci.
Che cosa possiamo conoscere con certezza? Quando un ragionamento è valido? Che cosa rende giusta una decisione? Esiste una responsabilità morale nell’uso dell’intelligenza artificiale? Che rapporto esiste tra mente e cervello? Come si costruisce un’argomentazione? Che cosa significa essere liberi?
La laurea in Filosofia insegna soprattutto a leggere problemi complessi, analizzare concetti, costruire argomentazioni e mettere in discussione ciò che sembra scontato.
Ed è proprio qui che si trova il suo valore formativo.
Cos’è la laurea L-5 in Filosofia?
La classe di riferimento è la L-5 – Filosofia e la laurea triennale dura normalmente 3 anni per 180 CFU.
Il percorso combina lo studio storico del pensiero filosofico con discipline teoriche, logiche, etiche, politiche ed epistemologiche.
A seconda dell’università puoi incontrare anche storia, pedagogia, psicologia, sociologia, informatica, letteratura e discipline scientifiche.
Quindi Filosofia è una laurea umanistica, ma non necessariamente confinata alle sole materie umanistiche.
Storia della filosofia
È una delle colonne portanti del percorso. Studierai come il pensiero occidentale si è trasformato attraverso epoche differenti: filosofia antica, medievale, moderna e contemporanea. Ma non si tratta semplicemente di ricordare: “Platone dice questo, Kant dice quello.”
Dovrai comprendere perché un filosofo sostiene una determinata tesi, quali problemi cerca di risolvere, quali argomenti utilizza e quali conseguenze produce il suo pensiero. La domanda fondamentale diventa quindi: “Come è arrivato a questa conclusione?”
Filosofia teoretica
È una delle aree più astratte e affascinanti. Affronta problemi relativi alla realtà, alla conoscenza, all’essere, alla coscienza e al rapporto tra uomo e mondo. Qui puoi incontrare domande come:
Che cosa significa conoscere qualcosa?
Possiamo essere certi che la realtà sia come la percepiamo?
Che cos’è la coscienza?
Che cosa significa esistere?
Non aspettarti sempre risposte definitive. La filosofia spesso insegna qualcosa di diverso: formulare meglio le domande e riconoscere la complessità delle possibili risposte.
Filosofia morale ed etica
Come decidiamo che cosa è giusto?
Esistono principi morali universali?
È giusto utilizzare un algoritmo per decidere chi può ottenere un prestito, essere assunto o ricevere una determinata cura?
La filosofia morale studia valori, responsabilità, libertà e criteri attraverso cui valutiamo le azioni.
Ed è un settore che oggi dialoga sempre più con problemi concreti legati a bioetica, ambiente, tecnologia e intelligenza artificiale.
Logica
È probabilmente una delle materie che sorprende maggiormente chi immagina Filosofia come un percorso fatto soltanto di letture e discussioni. La logica studia la struttura dei ragionamenti.
Impari a distinguere un’argomentazione valida da una fallace, a riconoscere inferenze e a rappresentare formalmente alcuni tipi di ragionamento. Può esserci quindi anche una componente simbolica e formale.
Se ami enigmi, ragionamento e analisi, potrebbe diventare una delle materie più interessanti.
Filosofia politica
Che cos’è una società giusta?
Quando il potere è legittimo?
Qual è il rapporto tra libertà e uguaglianza?
Quali diritti dovrebbe garantire uno Stato?
La filosofia politica analizza concetti come potere, libertà, giustizia, democrazia, autorità e diritti. È un’area particolarmente interessante per chi è attratto anche da politica, diritto e società.
Filosofia del linguaggio
Le parole descrivono semplicemente la realtà oppure contribuiscono a costruire il modo in cui la interpretiamo?
Come comprendiamo il significato di una frase?
Che rapporto esiste tra linguaggio e pensiero?
La filosofia del linguaggio affronta questi problemi e può dialogare con linguistica, logica, scienze cognitive e intelligenza artificiale.
Filosofia della scienza ed epistemologia
Che cosa distingue una teoria scientifica da una semplice opinione?
Quando possiamo dire di “sapere” qualcosa?
Come funzionano prove, modelli e spiegazioni scientifiche?
L’epistemologia e la filosofia della scienza analizzano conoscenza, metodo scientifico, evidenza e giustificazione. Sono particolarmente interessanti per chi ama sia le discipline umanistiche sia quelle scientifiche.
Estetica
L’estetica non riguarda semplicemente ciò che consideriamo bello. Studia l’esperienza estetica, l’arte, la percezione, l’immaginazione e il rapporto tra opere, autori e pubblico. Può quindi dialogare con letteratura, cinema, arti visive, musica e cultura contemporanea.
Quali esami si fanno a Filosofia? Genova e Venezia a confronto
Il modo migliore per capire concretamente cosa si studia è confrontare due piani universitari.
Università degli Studi di Genova
Il corso L-5 di Filosofia dell’Università di Genova dura 3 anni per 180 CFU.
Già al primo anno del piano 2026/27 troviamo insegnamenti come:
- Propedeutica filosofica;
- Storia della filosofia;
- Introduzione alla filosofia morale;
- Introduzione alla filosofia politica;
- Introduzione alla filosofia del linguaggio.
Il percorso permette poi di ampliare la preparazione attraverso altre discipline filosofiche e insegnamenti complementari.
È interessante, per esempio, la possibilità di incontrare anche Informatica per gli umanisti e Pedagogia generale, a dimostrazione del fatto che la formazione filosofica può dialogare con ambiti differenti.
Università Ca’ Foscari Venezia
Anche il corso di Filosofia di Ca’ Foscari appartiene alla classe L-5 e dura 3 anni per 180 CFU.
Per gli immatricolati 2026/27 sono previsti tre curricula:
Filosofia,
Filosofia e storia,
Filosofia e scienze umane.
Nel curriculum Filosofia una parte molto consistente della formazione di base è dedicata alla storia della filosofia e alle istituzioni filosofiche.
Tra gli insegnamenti centrali troviamo Storia della filosofia, Filosofia teoretica e Filosofia morale, insieme ad approfondimenti dedicati alla filosofia antica, medievale, moderna e contemporanea.
La differenza tra i curricula è importante. Chi è interessato all’insegnamento e alla dimensione storica può costruire un percorso diverso rispetto a chi vuole approfondire maggiormente filosofia e scienze umane.
Questa è una regola utile per qualsiasi scelta universitaria: non confrontare soltanto i nomi delle facoltà. Confronta gli esami.
Due corsi chiamati “Filosofia” possono costruire profili formativi differenti.
Le macro-aree degli esami
Possiamo raggruppare gli insegnamenti più frequenti in alcune grandi aree.
Area storico-filosofica: Storia della filosofia antica, medievale, moderna e contemporanea.
Area teoretica: Filosofia teoretica, ontologia, metafisica, gnoseologia.
Area etica: Filosofia morale, etica applicata, bioetica.
Area logico-linguistica: Logica, Filosofia del linguaggio, Filosofia della logica.
Area politico-sociale: Filosofia politica, Filosofia sociale, Storia del pensiero politico.
Area epistemologica e scientifica: Filosofia della scienza, Epistemologia, Filosofia della mente.
Area estetica: Estetica, filosofia dell’arte.
Area interdisciplinare: storia, pedagogia, psicologia, sociologia, letteratura, informatica e discipline scientifiche, in funzione del piano scelto.
Quanto dura davvero Filosofia?
La durata prevista è 3 anni per 180 CFU. Nella pratica una parte degli studenti impiega più tempo.
Il dato nazionale AlmaLaurea sulla classe L-5 indica che il 61,9% consegue la laurea in corso. Questo significa, per differenza, che circa il 38% non conclude entro la durata regolare. Come stima orientativa, possiamo quindi collocare la durata effettiva media intorno ai 3,5-4 anni, ricordando che non è una media nazionale ufficiale ma un ordine di grandezza utile per orientarsi.
Perché si può andare fuoricorso? Non necessariamente perché Filosofia abbia moltissimi esami. La difficoltà è spesso legata al tipo di studio.
I testi filosofici richiedono lettura lenta, comprensione profonda, capacità di interpretazione e argomentazione.
Dieci pagine di Kant possono richiedere più lavoro di cinquanta pagine di un manuale divulgativo.
Quanti studenti studiano Filosofia?
Filosofia è una laurea presente in numerosi atenei italiani, ma generalmente con numeri inferiori rispetto a corsi molto grandi come Economia, Psicologia o Ingegneria.
Per avere un riferimento concreto, nel 2025 il corso L-5 dell’Università di Genova ha registrato 42 laureati.
A livello nazionale, AlmaLaurea ci offre soprattutto un quadro utile sul profilo degli studenti: l’età media alla laurea nella classe L-5 è di circa 25,1 anni e il 75,5% dichiara che si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso e allo stesso ateneo.
Per il numero esatto di iscritti e fuoricorso bisogna invece fare riferimento alle rilevazioni MUR relative allo specifico anno accademico.
5 competenze utili per studiare Filosofia
1. Pensiero critico
Non devi accettare automaticamente ciò che leggi. Devi chiederti:
Quali prove sostiene questa tesi?
Il ragionamento è coerente?
Esistono interpretazioni alternative?
2. Capacità di argomentare
Dire “secondo me” non basta. Devi imparare a costruire una tesi e sostenerla attraverso ragioni coerenti.
3. Comprensione dei testi
Molti testi filosofici sono complessi. Servono pazienza, attenzione e capacità di individuare concetti, passaggi logici e relazioni tra idee.
4. Capacità di scrittura
Saper scrivere in maniera chiara è fondamentale. Non vince chi utilizza le parole più difficili. Vince chi riesce a rendere comprensibile un ragionamento complesso senza impoverirlo.
5. Curiosità intellettuale
È probabilmente la caratteristica più importante. Se davanti a una domanda complessa senti spontaneamente il bisogno di approfondire invece di accontentarti della prima risposta, Filosofia potrebbe incontrare bene il tuo modo di pensare.
Dal punto di vista orientativo, sono particolarmente coerenti competenze come analizzare, consultare, esaminare, studiare, argomentare, discutere ed elaborare: tutte dimensioni che possono essere esplorate anche attraverso un bilancio delle proprie competenze.
Filosofia potrebbe essere adatta a te se ami…
Ci sono tre segnali particolarmente interessanti.
Ami farti domande. Non ti basta conoscere un fatto: vuoi capire perché pensiamo che sia vero. Ami leggere e discutere idee. Un testo difficile non ti spaventa se l’argomento ti incuriosisce.
Ti interessa comprendere più punti di vista. Prima di giudicare una posizione vuoi capire quali ragioni la sostengono.
Può esserci inoltre una predisposizione legata sia alla dimensione linguistica, quindi leggere, argomentare ed esprimere chiaramente il proprio pensiero, sia a quella logico-matematica, soprattutto nella capacità di formulare ipotesi, riconoscere relazioni e affrontare problemi logici.
3 pro e 3 contro di studiare Filosofia
Tra i pro, il primo è lo sviluppo del pensiero critico: impari a riconoscere presupposti, contraddizioni e argomentazioni deboli. Il secondo è la trasversalità: le competenze filosofiche possono dialogare con comunicazione, educazione, tecnologia, politica, cultura e organizzazioni. Il terzo è la capacità di affrontare problemi complessi senza cercare necessariamente risposte semplicistiche.
Ma ci sono anche contro da conoscere.
Il primo è che la triennale non conduce automaticamente a una professione unica e chiaramente identificabile. Il secondo è che per diversi sbocchi è utile, e talvolta necessario, proseguire con una magistrale o acquisire ulteriori competenze. Il terzo è che devi imparare a tradurre capacità molto astratte – analisi, argomentazione, pensiero critico – in competenze comprensibili anche nel mercato del lavoro.
Che lavoro puoi fare dopo Filosofia?
È qui che nasce una delle domande più frequenti: “Ma con Filosofia che lavoro faccio?”
La risposta è meno immediata rispetto a Medicina o Ingegneria, perché Filosofia non prepara a una sola professione.
In funzione della magistrale, delle competenze aggiuntive e dell’esperienza puoi orientarti verso ruoli e settori come:
- insegnamento, con il percorso e i requisiti previsti;
- ricerca universitaria;
- editoria;
- redazione editoriale;
- editor;
- correttore di bozze;
- content editor;
- copywriter;
- content writer;
- autore;
- comunicazione;
- comunicazione istituzionale;
- comunicazione culturale;
- ufficio stampa;
- social media e content strategy, con competenze digitali;
- giornalismo, secondo i requisiti professionali previsti;
- divulgazione culturale;
- organizzazione di eventi culturali;
- progettazione culturale;
- musei e istituzioni culturali, in ruoli compatibili con il proprio profilo;
- biblioteche e archivi, con eventuali requisiti e specializzazioni;
- fondazioni;
- associazioni;
- terzo settore;
- risorse umane;
- recruiting;
- formazione aziendale;
- learning & development;
- consulenza organizzativa;
- corporate communication;
- public affairs;
- ricerca sociale;
- analisi qualitativa;
- user research, integrando competenze metodologiche;
- UX research;
- knowledge management;
- etica aziendale;
- CSR e sostenibilità;
- compliance ed ethics, con formazione specifica;
- bioetica;
- etica della tecnologia;
- AI ethics;
- responsible AI;
- policy research;
- think tank;
- Pubblica Amministrazione, attraverso i concorsi previsti;
- project management in ambito culturale e sociale;
- imprenditoria culturale.
Non significa che una laurea triennale in Filosofia permetta automaticamente di svolgere tutti questi lavori. Il punto è esattamente l’opposto: Filosofia offre competenze trasversali, ma devi costruire una direzione professionale.
Filosofia e lavoro: cosa succede dopo la triennale?
Per comprendere i dati occupazionali bisogna tenere presente un elemento fondamentale. La maggioranza dei laureati L-5 continua a studiare. Secondo i dati nazionali AlmaLaurea, il 78,7% dei laureati triennali in Filosofia si iscrive a una laurea di secondo livello. Il tasso di occupazione indicato a un anno è del 66,5%, con una retribuzione mensile netta media di circa 1.323 euro.
Questi numeri vanno letti con attenzione perché una parte degli studenti combina studio e lavoro. Il dato più importante per chi sta scegliendo è quindi un altro: la triennale in Filosofia viene spesso vissuta come il primo segmento di un percorso formativo più lungo.
A Genova, per esempio, nel collettivo AlmaLaurea considerato a un anno dal titolo, l’87,5% risulta iscritto a un corso di secondo livello.
Quale magistrale fare dopo Filosofia?
La prosecuzione più naturale è una magistrale in Scienze filosofiche (LM-78). Ma non è l’unica possibilità.
A seconda dei requisiti di accesso acquisiti puoi orientarti anche verso percorsi collegati a:
- filosofia ed etica;
- storia;
- scienze umane;
- comunicazione;
- editoria;
- studi politici;
- scienze cognitive;
- digital humanities;
- risorse umane;
- management culturale;
- bioetica;
- filosofia della scienza;
- etica e tecnologia.
Prima di scegliere la magistrale, però, prova a partire dal problema che vuoi affrontare.
- Se ti interessa l’intelligenza artificiale, costruisci competenze tecnologiche ed etiche.
- Se ti interessa l’editoria, lavora su scrittura, editing e mondo digitale.
- Se vuoi insegnare, verifica fin dalla triennale i CFU e i requisiti richiesti per le classi di concorso.
- Se ti interessa HR, integra filosofia con psicologia del lavoro, organizzazione e strumenti di selezione.
La filosofia diventa molto più spendibile quando la abbini a una seconda area di competenza.
Filosofia e intelligenza artificiale: un incontro sempre più interessante
Potrebbe sembrare strano associare Platone, Kant o Wittgenstein all’intelligenza artificiale. In realtà molte domande poste dall’AI sono profondamente filosofiche.
- Un sistema artificiale può comprendere?
- Che cosa significa essere intelligenti?
- Chi è responsabile di una decisione presa da un algoritmo?
- Un’AI può prendere una decisione moralmente corretta?
Come distinguiamo una persona da una simulazione convincente di una persona?
Sono problemi di filosofia della mente, epistemologia, logica ed etica.
Questo non significa che una laurea in Filosofia sia sufficiente per diventare esperti di intelligenza artificiale.
Significa però che un profilo capace di unire filosofia + competenze digitali + conoscenza dei sistemi AI può trovare spazi interessanti nell’etica della tecnologia, nella governance dell’AI e nella responsible innovation.
La conoscenza, soprattutto davanti a sistemi complessi e interdipendenti, porta infatti anche una dimensione di responsabilità: comprendere meglio un fenomeno significa interrogarsi sull’impatto che le decisioni possono avere sugli altri e sulla società.
Filosofia all’estero: che valore ha?
All’estero Philosophy è una disciplina accademica consolidata e può essere combinata con molti altri ambiti.
Esistono percorsi in:
- Philosophy;
- Philosophy, Politics and Economics;
- Philosophy and Economics;
- Philosophy and Cognitive Science;
- Philosophy of Science;
- Ethics;
- Logic;
- Philosophy of Mind;
- Political Philosophy;
- Philosophy and Artificial Intelligence.
Particolarmente interessante è il modello PPE – Philosophy, Politics and Economics, nato nel mondo anglosassone e oggi diffuso internazionalmente.
Anche in Italia esistono percorsi che guardano in questa direzione: Ca’ Foscari, per esempio, propone un corso L-5 in lingua inglese in Philosophy, International and Economic Studies, ispirato proprio al modello PPE.
Questo mostra una possibile evoluzione del profilo filosofico contemporaneo:
non abbandonare la filosofia, ma metterla in dialogo con altri saperi.
Quindi, Filosofia è la facoltà giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Filosofia, prova a non fermarti alla domanda: “Mi piace Filosofia alle superiori?”
Chiediti invece:
- Mi piace leggere testi complessi?
- Mi viene spontaneo mettere in discussione una risposta?
- Mi piace argomentare invece di limitarmi ad affermare un’opinione?
- Ho pazienza davanti a problemi che non hanno una soluzione immediata?
- Mi interessa capire come pensano gli altri, anche quando non sono d’accordo con loro?
- Quale altra competenza vorrei affiancare alla filosofia?
Quest’ultima domanda è particolarmente importante.
Perché scegliere consapevolmente non significa trovare una facoltà che “garantisca” un futuro, ma imparare a mettere in relazione interessi, competenze, attitudini e possibilità concrete. L’orientamento serve proprio a costruire questa capacità di autovalutazione e scelta.
Prima di scegliere Filosofia, apri oggi i piani di studio di almeno tre università. Evidenzia in verde gli esami che studieresti anche senza essere obbligato e in rosso quelli che ti attirano meno. Poi confronta ciò che emerge con i tuoi interessi, le tue competenze e le tue motivazioni attraverso Doveinizio.
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