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Indice
Introduzione
Se ami viaggiare, conoscere luoghi nuovi e incontrare persone provenienti da culture diverse, potresti aver pensato almeno una volta di studiare Scienze del Turismo. Ma attenzione a un equivoco molto comune. Studiare turismo all’università non significa imparare a viaggiare o organizzare vacanze.
Il turismo è un settore economico e sociale complesso: coinvolge imprese, territori, trasporti, alberghi, cultura, ambiente, marketing, tecnologia e istituzioni. Per questo la laurea in Scienze del Turismo è molto più interdisciplinare di quanto possa sembrare.
Durante il percorso puoi incontrare economia, management, diritto, geografia, storia dell’arte, sociologia, statistica, marketing e lingue straniere. L’obiettivo è imparare a comprendere il turismo come sistema e, successivamente, contribuire a progettare, organizzare, comunicare e gestire esperienze e servizi turistici.
Cosa si studia a Scienze del Turismo?
La classe universitaria di riferimento è la L-15 – Scienze del Turismo. La laurea triennale dura 3 anni e prevede 180 CFU.
Il MUR definisce il turismo come un fenomeno complesso dal punto di vista economico, sociale, culturale e comunicativo, da analizzare sia nella sua dimensione locale sia in quella internazionale. E questo spiega perché le materie siano così differenti tra loro.
Economia e management del turismo
Un albergo, un tour operator o un’impresa turistica devono essere economicamente sostenibili. Per questo durante il corso puoi incontrare economia aziendale, economia politica, management, organizzazione delle imprese turistiche e discipline legate ai mercati.
Imparerai progressivamente a comprendere come funziona un’impresa turistica, come si struttura un’offerta e quali dinamiche economiche influenzano il settore.
Marketing e comunicazione turistica
Una destinazione può essere bellissima. Ma se nessuno la conosce o se viene comunicata male, difficilmente riuscirà ad attrarre il pubblico giusto. Per questo marketing, comunicazione e tecnologie digitali possono avere un ruolo importante.
Significa imparare a comprendere come si costruisce e si comunica il valore di una destinazione, di un territorio o di un’esperienza turistica.
Geografia del turismo
Non si tratta di imparare a memoria capitali e fiumi. La geografia turistica studia territori, flussi, destinazioni, mobilità e trasformazioni provocate dal turismo. Perché alcune città attirano milioni di visitatori? Perché altre destinazioni restano marginali? Cosa accade quando un luogo riceve più turisti di quanti riesca a sostenere? Sono domande che riguardano direttamente la gestione contemporanea del turismo.
Diritto del turismo
Il settore turistico è regolato da norme. Contratti, imprese, responsabilità, tutela dei consumatori e attività ricettive hanno una dimensione giuridica. Per questo nei piani di studio trovi spesso insegnamenti di diritto pubblico, privato, commerciale o specificamente dedicati al turismo.
Lingue straniere
In questo percorso le lingue hanno un valore particolarmente concreto. L’inglese è fondamentale e, a seconda dell’università, possono essere presenti francese, spagnolo, tedesco o altre lingue. Se immagini di lavorare con turisti, aziende internazionali, strutture ricettive o destinazioni estere, conoscere bene le lingue non è semplicemente un vantaggio. È una competenza professionale.
Storia dell’arte e patrimonio culturale
Una parte importante del turismo italiano è legata a città d’arte, musei, monumenti, paesaggi e patrimonio culturale. Per questo alcuni corsi L-15 integrano storia dell’arte, museologia, storia e valorizzazione del territorio. Non devi diventare necessariamente uno storico dell’arte. Devi però comprendere come il patrimonio possa diventare parte di un’esperienza turistica senza perdere il suo valore culturale.
Sociologia e antropologia
Il turista non è semplicemente un cliente. È una persona che entra in contatto con luoghi, comunità e culture. Sociologia e antropologia aiutano quindi a comprendere comportamenti, motivazioni, trasformazioni sociali e rapporti tra visitatori e popolazioni locali.
Statistica e analisi dei dati
Anche a Scienze del Turismo puoi incontrare i numeri. Flussi turistici, permanenza media, stagionalità, domanda, provenienza dei visitatori e performance delle strutture possono essere analizzati attraverso dati. Le competenze quantitative diventano ancora più interessanti oggi, perché il turismo digitale genera enormi quantità di informazioni utili per comprendere i comportamenti dei viaggiatori.
Quali esami si fanno a Scienze del Turismo? Pisa e Como a confronto
Il piano di studi cambia da università a università. Per capire quanto possa essere interdisciplinare questa laurea, confrontiamo due percorsi differenti.
Università di Pisa
La laurea in Scienze del Turismo dell’Università di Pisa dura 3 anni per 180 CFU. Nel piano 2026/27 troviamo già al primo anno insegnamenti come:
- Cultura del viaggio ed etica del turismo;
- Istituzioni di storia dell’arte e museologia per il turismo;
- Lingua inglese per il turismo;
- Elementi di diritto pubblico e privato del turismo;
- Global Change: geografia delle mete turistiche;
- Metodi quantitativi per il turismo;
- Storia contemporanea.
Negli anni successivi entrano inoltre discipline come sociologia e antropologia del turismo e, nel percorso complessivo, insegnamenti collegati a eventi, comunicazione, patrimonio culturale, lingue e politiche turistiche. È un esempio molto chiaro di come la L-15 unisca formazione umanistica, sociale, quantitativa, linguistica ed economico-giuridica.
Università dell’Insubria – Como
Anche il corso di Scienze del Turismo dell’Università dell’Insubria appartiene alla classe L-15 ed è triennale. Il percorso integra discipline economiche, giuridiche, culturali e linguistiche e prepara a lavorare nei diversi segmenti dell’industria turistica. L’università individua esplicitamente tra gli sbocchi l’ospitalità, l’organizzazione e gestione degli eventi e la distribuzione turistica. Confrontando i due corsi emerge una lezione importante: non scegliere un’università guardando soltanto il nome della laurea.
Due corsi appartenenti alla stessa classe L-15 possono dare pesi differenti a management, cultura, territorio, lingue, eventi o ospitalità. Prima di iscriverti devi quindi confrontare i singoli esami.
Le macro-aree degli esami
Possiamo organizzare le materie di Scienze del Turismo in otto grandi aree.
Area economico-manageriale: economia, economia aziendale, management delle imprese turistiche, organizzazione.
Area marketing e comunicazione: marketing turistico, comunicazione, promozione territoriale e tecnologie digitali.
Area geografica e territoriale: geografia del turismo, sviluppo territoriale, destinazioni e sostenibilità.
Area giuridica: diritto pubblico, privato, commerciale e legislazione turistica.
Area storico-culturale: storia, storia dell’arte, museologia e patrimonio culturale.
Area sociale: sociologia, antropologia e studio dei comportamenti turistici.
Area quantitativa: statistica, metodi quantitativi e analisi dei dati.
Area linguistica: inglese e altre lingue straniere.
A queste si aggiungono spesso tirocini, laboratori e attività professionalizzanti.
Quanto dura davvero Scienze del Turismo?
La durata prevista è di 3 anni per 180 CFU. Come stima orientativa, e non come dato nazionale ufficiale, possiamo considerare per una parte degli studenti una durata effettiva di circa 3,5-4 anni. Per i fuoricorso utilizzerei invece una fascia indicativa intorno al 20-30%, specificando sempre che la percentuale può cambiare sensibilmente tra atenei, corsi e coorti.
Scienze del Turismo non presenta generalmente la concentrazione di materie matematiche tipica di Economia o Ingegneria, ma questo non significa che sia una laurea “facile”. La difficoltà è diversa. Dovrai passare da diritto a economia, da una lingua straniera alla geografia, dalla storia dell’arte alla statistica. La vera sfida è quindi spesso l’interdisciplinarità.
Quanti studenti studiano Scienze del Turismo?
I numeri cambiano molto tra università. Per avere alcuni riferimenti concreti, AlmaLaurea registra nel 2025 55 laureati nel corso L-15 dell’Università di Pisa. Nello stesso anno il corso di Scienze del Turismo dell’Università dell’Insubria registra 66 laureati, mentre Scienze del Turismo e Comunità Locale di Milano-Bicocca ne registra 126. Attenzione: sono numeri di laureati annuali e non il totale degli iscritti. Considerando tutti i corsi L-15 e tutte le annualità, il numero complessivo di studenti in Italia è quindi molto più elevato.
Per conoscere iscritti e fuoricorso esatti è necessario consultare le rilevazioni relative allo specifico anno accademico.
5 competenze utili per studiare Scienze del Turismo
1. Comunicazione
Il turismo è fatto di persone. Saper ascoltare, spiegare, presentare e adattare il proprio linguaggio a interlocutori differenti è fondamentale.
2. Lingue straniere
Più riesci a comunicare con persone di culture differenti, più possibilità professionali puoi costruire.
3. Organizzazione
Un viaggio, un evento o un servizio turistico richiedono coordinamento di tempi, persone e risorse.
4. Problem solving
Nel turismo gli imprevisti fanno parte del lavoro. Ritardi, richieste particolari, cambi di programma e problemi organizzativi richiedono capacità di reagire rapidamente.
5. Intelligenza interpersonale
Comprendere le esigenze degli altri e costruire relazioni efficaci è particolarmente importante in un settore fondato sull’esperienza del cliente. In termini orientativi, quindi, il percorso valorizza molto competenze come comunicare, organizzare, gestire, negoziare e risolvere problemi, oltre alla capacità di lavorare con persone differenti. Sono dimensioni coerenti anche con gli strumenti di autovalutazione delle competenze utilizzati nei percorsi di orientamento.
Scienze del Turismo potrebbe essere adatta a te se ami…
Ci sono tre segnali particolarmente interessanti.
- Ami conoscere luoghi e culture diverse. Quando viaggi non ti interessa soltanto vedere un posto: vuoi comprenderne storia, persone, tradizioni e identità.
- Ti piace stare a contatto con le persone. Ti senti a tuo agio nel comunicare, ascoltare e trovare soluzioni.
- Ti piace organizzare. Itinerari, eventi e progetti ti stimolano più di quanto ti stressino.
Ma c’è una domanda ancora più utile: quando pensi al turismo, cosa ti affascina davvero?
Gli hotel? Gli eventi? I viaggi? Il marketing? Le lingue? L’enogastronomia? I territori? Il patrimonio culturale? Capirlo è fondamentale perché il turismo comprende professioni molto differenti. E proprio l’orientamento dovrebbe aiutare a mettere in relazione ciò che impariamo con interessi, attitudini, competenze e scelte future.
3 pro e 3 contro di studiare Scienze del Turismo
Tra i pro, il primo è l’internazionalità: lingue, culture e mobilità possono diventare parte integrante della formazione e del lavoro. Il secondo è l’interdisciplinarità, perché puoi sviluppare competenze economiche, culturali, linguistiche e comunicative. Il terzo è la varietà degli sbocchi, dal mondo alberghiero agli eventi, dal marketing alla valorizzazione territoriale.
Ci sono però anche contro da conoscere.
Il primo è la stagionalità di una parte delle professioni turistiche. Il secondo è che alcuni lavori richiedono disponibilità nei weekend, nei periodi festivi o in orari diversi da quelli tradizionali. Il terzo è che una laurea generalista, senza lingue solide, esperienza pratica o una specializzazione, può rendere più difficile differenziarsi.
Per questo durante la triennale è particolarmente utile costruire esperienza attraverso tirocini, Erasmus, lingue e competenze digitali.
Che lavoro puoi fare dopo Scienze del Turismo?
Gli sbocchi sono numerosi e dipendono dalla specializzazione costruita. Tra ruoli e professioni affini possiamo trovare:
- addetto al booking;
- reservation agent;
- addetto front office;
- receptionist;
- guest relation agent;
- addetto all’accoglienza;
- responsabile dei servizi ricettivi;
- hotel manager, con esperienza e formazione adeguata;
- assistant hotel manager;
- revenue assistant;
- revenue manager, dopo adeguata specializzazione;
- travel consultant;
- travel designer;
- agente di viaggio;
- addetto tour operator;
- product assistant;
- tour operator specialist;
- destination specialist;
- destination manager;
- destination management assistant;
- addetto agli uffici turistici;
- operatore dell’informazione turistica;
- promotore turistico;
- tecnico del marketing turistico;
- digital marketing specialist per il turismo;
- social media specialist per strutture e destinazioni;
- content creator turistico;
- communication specialist;
- organizzatore di eventi;
- event assistant;
- event manager;
- congress assistant;
- meeting & event coordinator;
- addetto al turismo congressuale;
- addetto alla promozione territoriale;
- tecnico della valorizzazione territoriale;
- operatore del turismo culturale;
- addetto a musei e attrazioni turistiche, secondo i requisiti richiesti;
- operatore del turismo enogastronomico;
- addetto a DMO e organismi di promozione territoriale;
- consulente junior nel settore turistico;
- project assistant per progetti turistici;
- addetto commerciale nel turismo;
- sales assistant per strutture ricettive;
- customer experience specialist;
- airport customer service agent;
- cruise staff;
- professionista nella distribuzione turistica;
- imprenditore nel settore dell’ospitalità o dei servizi turistici.
Alcune professioni sono regolamentate oppure richiedono abilitazioni e requisiti ulteriori.
Inoltre, ruoli manageriali come hotel manager, destination manager o revenue manager difficilmente si raggiungono semplicemente conseguendo la laurea: richiedono esperienza, specializzazione e competenze specifiche.
Scienze del Turismo e lavoro: quali sono le condizioni occupazionali?
I dati AlmaLaurea mostrano una situazione interessante ma anche molto variabile tra territori e corsi.
Un esempio è Scienze del Turismo e Comunità Locale di Milano-Bicocca: tra i laureati 2024 considerati nell’indagine a un anno dal titolo, il tasso di occupazione rilevato è del 61,5%, mentre il 43,6% risulta iscritto a una laurea di secondo livello.
Questo ci dice una cosa importante.
Scienze del Turismo può permettere di entrare nel mercato del lavoro già dopo la triennale, ma una parte dei laureati sceglie comunque di continuare gli studi. La magistrale può essere particolarmente utile se vuoi orientarti verso management, progettazione e gestione delle destinazioni, sostenibilità, marketing o ruoli internazionali.
Turismo significa lavorare in un’agenzia di viaggi?
No. È probabilmente il luogo comune principale da eliminare. Le agenzie di viaggio rappresentano soltanto una parte dell’ecosistema.
Il turismo coinvolge hotel, aeroporti, compagnie di trasporto, crociere, musei, eventi, territori, ristorazione, tour operator, piattaforme digitali, enti pubblici, destination management organization e imprese tecnologiche.
E il digitale sta trasformando profondamente il settore. Prenotazioni online, recensioni, social media, intelligenza artificiale, revenue management e analisi dei dati stanno modificando il modo in cui scegliamo e viviamo un viaggio.
Il professionista del turismo del futuro dovrà quindi essere sempre più capace di combinare relazione umana, competenze digitali e conoscenza del territorio.
E all’estero? Quanto vale una laurea in Scienze del Turismo?
Il turismo è per sua natura un settore internazionale. Percorsi come Tourism Management, Hospitality Management, International Tourism, Destination Management, Sustainable Tourism ed Event Management sono presenti in moltissimi Paesi.
Questo rende la formazione turistica particolarmente adatta a esperienze di studio e lavoro internazionali. All’estero possono diventare interessanti soprattutto i settori:
- hospitality;
- luxury tourism;
- eventi internazionali;
- compagnie aeree;
- crociere;
- tour operating;
- destination management;
- turismo sostenibile;
- digital tourism;
- travel technology.
Se immagini una carriera internazionale, però, la laurea è soltanto una parte del profilo. Inglese avanzato, seconda lingua, Erasmus, stage internazionali ed esperienza concreta con il pubblico possono fare una grande differenza.
Quindi, Scienze del Turismo è la facoltà giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Scienze del Turismo, prova a non fermarti alla domanda: “Mi piace viaggiare?”
È troppo generica. Chiediti invece:
- Mi piace lavorare con le persone?
- Mi interessano davvero lingue e culture differenti?
- Mi piace organizzare esperienze e risolvere imprevisti?
- Mi incuriosiscono marketing, territori ed eventi?
- Mi vedrei a lavorare in un ambiente internazionale?
- Sono disposto a lavorare anche quando gli altri sono in vacanza?
Quest’ultima domanda è meno romantica, ma molto importante.
Se Scienze del Turismo ti incuriosisce, non fermarti al nome della facoltà. Apri oggi i piani di studio di almeno tre università, confronta gli esami e segnati quali materie ti attirano e quali invece affronteresti con fatica. Poi usa Doveinizio per confrontare ciò che hai scoperto con i tuoi interessi, le tue competenze e le tue motivazioni.
Perché conoscere gli sbocchi professionali è importante, così come sapere quali settori stanno crescendo.
Ma la scelta universitaria non dovrebbe nascere soltanto dalla domanda “dove troverò lavoro?”.
La direzione più sostenibile nasce dall’incontro tra le opportunità reali e ciò che ti spinge davvero: la tua passione, il tuo livello di motivazione e quelle attività per cui senti di essere veramente portato.
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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.
