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Introduzione
Se stai cercando cosa si studia a Farmacia, forse immagini soprattutto farmaci, chimica e il lavoro dietro il bancone di una farmacia. È una parte del percorso, ma non racconta tutto. Studiare Farmacia significa entrare nel mondo del farmaco da prospettive differenti: devi capire come è fatto, come agisce sull’organismo, come viene preparato e controllato, quali effetti può avere e come utilizzarlo in maniera corretta e sicura.
Per questo Farmacia si trova all’incrocio tra chimica, biologia, medicina e scienze farmaceutiche. E c’è una prima informazione fondamentale da conoscere: Farmacia non è una laurea triennale.
Cosa si studia a Farmacia?
Farmacia appartiene alla classe LM-13 – Farmacia e farmacia industriale ed è una laurea magistrale a ciclo unico di 5 anni, per un totale di 300 CFU. Il percorso costruisce progressivamente una preparazione scientifica e professionale.
Chimica
È uno dei pilastri del corso. Incontrerai, a seconda del piano universitario, materie come Chimica generale e inorganica, Chimica organica, Chimica analitica e Chimica farmaceutica. Non si tratta soltanto di imparare formule.
Devi comprendere struttura e proprietà delle sostanze e, andando avanti, il rapporto tra struttura chimica e attività di un farmaco.
Biologia, anatomia e fisiologia
Prima di comprendere cosa fa un farmaco devi conoscere l’organismo sul quale agisce. Per questo la formazione comprende discipline biologiche e biomediche: biologia, anatomia, fisiologia, biochimica, microbiologia e altre materie collegate.
Farmacologia
Qui entri nel cuore del rapporto tra farmaco e organismo. Come agisce una sostanza? Quali effetti produce? Quali possono essere gli effetti indesiderati? Come interagiscono farmaci differenti? La farmacologia permette di comprendere scientificamente questi meccanismi.
Tecnologia farmaceutica
Un principio attivo deve diventare un prodotto utilizzabile. Compresse, capsule, soluzioni, creme e altre forme farmaceutiche richiedono conoscenze specifiche di formulazione, preparazione, produzione e controllo.
Tossicologia
Anche la sicurezza è centrale. Studierai gli effetti potenzialmente dannosi delle sostanze e i principi attraverso cui valutarne rischi ed esposizione.
Legislazione e professione
Il farmaco non è un prodotto come gli altri. Produzione, distribuzione, prescrizione, dispensazione e utilizzo sono regolati da norme precise. Per questo il percorso comprende anche aspetti legislativi, deontologici e professionali.
Quali esami si fanno a Farmacia? Firenze e Roma a confronto
I corsi appartengono alla stessa classe LM-13, ma organizzazione degli esami e peso attribuito alle diverse discipline possono cambiare. Prima di scegliere un ateneo, quindi, ti consiglio sempre di aprire il piano completo dei cinque anni.
Università degli Studi di Firenze
Farmacia all’Università di Firenze è una laurea magistrale a ciclo unico LM-13 di cinque anni. Il percorso integra le discipline scientifiche fondamentali con quelle specificamente farmaceutiche, costruendo progressivamente la preparazione necessaria alla professione. L’accesso per il 2026/27 è a numero programmato locale e prevede il TOLC-F.
Il piano permette di vedere la progressione tipica del corso: le conoscenze chimiche, biologiche e fisiche costruiscono le fondamenta necessarie per affrontare successivamente farmacologia, chimica farmaceutica, tecnologia, tossicologia e discipline professionali.
Sapienza Università di Roma
Anche Farmacia alla Sapienza appartiene alla classe LM-13 e prevede 300 CFU. Dal 2025/26 l’ateneo ha attivato il nuovo ordinamento abilitante, aggiornando diversi contenuti formativi anche per rispondere all’evoluzione del ruolo professionale del farmacista. Questo è un elemento orientativo importante: Farmacia non prepara soltanto a conoscere i medicinali già esistenti, ma a inserirsi in un sistema sanitario e farmaceutico che cambia nel tempo. In generale possiamo suddividere gli esami in queste macro-aree:
Area chimica: Chimica generale, Chimica organica, Chimica analitica, Chimica farmaceutica.
Area biologico-medica: Biologia, Anatomia, Fisiologia, Biochimica, Microbiologia e discipline mediche.
Area farmacologica: Farmacologia, Tossicologia e discipline dedicate all’interazione tra sostanze e organismo.
Area tecnologico-farmaceutica: Tecnologia farmaceutica, preparazione e controllo dei medicinali.
Area professionale: legislazione farmaceutica, aspetti regolatori, deontologia e attività legate alla professione.
Area pratica: laboratori e tirocinio pratico-valutativo.
Ed è proprio quest’ultima componente che distingue Farmacia da un percorso esclusivamente teorico.
Quanto dura davvero Farmacia?
La durata prevista è di 5 anni per 300 CFU. Cinque anni, però, rappresentano la durata legale.
Farmacia è un percorso lungo e caratterizzato da esami scientifici, attività di laboratorio, propedeuticità e tirocinio. Come stima orientativa, e non come statistica nazionale ufficiale, per una parte degli studenti è realistico considerare una durata effettiva nell’ordine dei 5,5-6 anni.
Per la quota di fuoricorso utilizzerei invece, sempre come semplice ordine di grandezza, una fascia intorno al 20-30%, da verificare sul singolo ateneo e sulla specifica coorte. Un dato concreto aiuta a capire l’impegno richiesto: tra i laureati recenti di Farmacia a Firenze considerati da AlmaLaurea, l’82,6% dichiara di aver frequentato oltre il 75% degli insegnamenti previsti.
Farmacia, quindi, richiede continuità.
Quanti studenti studiano Farmacia?
Farmacia è presente in numerose università italiane e la dimensione dei corsi può cambiare sensibilmente.
Per avere alcuni riferimenti concreti, nel 2025 AlmaLaurea registra 41 laureati in Farmacia all’Università di Firenze. In altri grandi corsi italiani il numero è superiore: nello stesso periodo risultano, per esempio, numerosi laureati anche in atenei come Padova e Milano. Attenzione però: parliamo di laureati annuali, non del numero complessivo di iscritti.
Considerando tutte le annualità e gli atenei italiani, possiamo parlare orientativamente di diverse migliaia di studenti coinvolti nei corsi di Farmacia LM-13.
Per un dato nazionale puntuale su iscritti e fuoricorso bisogna invece fare riferimento alle rilevazioni MUR relative allo specifico anno accademico.
5 competenze utili per studiare Farmacia
1. Interesse per chimica e biologia. Se entrambe ti incuriosiscono, Farmacia può offrirti un terreno interessante in cui farle incontrare.
2. Precisione. Nel mondo del farmaco quantità, procedure, interazioni e informazioni devono essere gestite con grande attenzione.
3. Capacità di memorizzare e collegare. Ci sono molte informazioni da apprendere, ma devi anche comprendere le relazioni tra chimica, organismo, patologie e farmaci.
4. Metodo di studio. Cinque anni richiedono continuità e organizzazione, non soltanto grandi sessioni di studio prima dell’esame.
5. Capacità comunicativa e relazionale. Se scegli la professione di farmacista, la preparazione scientifica dovrà incontrare persone che possono avere dubbi, fragilità e necessità molto diverse.
Farmacia potrebbe essere adatta a te se ami…
Ci sono tre segnali che considero particolarmente interessanti.
- Ti incuriosisce capire come agiscono i farmaci. Non ti basta sapere che una medicina funziona: vuoi capire perché.
- Ti piacciono chimica e biologia. Farmacia si trova proprio nel punto in cui queste discipline iniziano a dialogare.
- Ti interessa una professione scientifica che possa avere anche una dimensione relazionale. La conoscenza tecnica può trasformarsi in un servizio rivolto direttamente alle persone.
Ma attenzione a una falsa convinzione: “Voglio lavorare in farmacia, quindi studierò soprattutto i nomi dei medicinali.”
Il percorso è molto più scientifico, prima di arrivare alle discipline professionali dovrai costruire basi solide di chimica, biologia, biochimica, fisiologia e altre scienze.
Se Farmacia ti interessa ma non sai se questo percorso corrisponda davvero alle tue attitudini, scopri Doveinizio: confronta interessi, competenze e motivazioni con ciò che questa facoltà richiede realmente prima di scegliere.
3 pro e 3 contro di studiare Farmacia
Tra i pro, il primo è l’acquisizione di una preparazione scientifica molto specifica sul farmaco e sulla salute. Il secondo è la presenza di una professione chiaramente riconoscibile e regolamentata. Il terzo è che le opportunità non si limitano necessariamente alla farmacia aperta al pubblico, ma possono estendersi ad altri settori farmaceutici e sanitari.
Ci sono però anche contro da valutare.
Il primo è la durata: devi mettere in conto cinque anni e un percorso impegnativo. Il secondo è il peso consistente delle materie scientifiche, soprattutto chimiche e biologiche. Il terzo è che alcuni sbocchi più specialistici o industriali possono richiedere ulteriori competenze ed esperienze.
Farmacia o CTF: qual è la differenza?
È una domanda che dovresti porti prima dell’iscrizione. Sia Farmacia sia Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) appartengono alla classe LM-13, ma i percorsi possono avere impostazioni differenti. In maniera semplificata, Farmacia mantiene una forte preparazione scientifica sul farmaco ma è particolarmente coerente con il ruolo sanitario e professionale del farmacista.
CTF tende invece ad avere una componente chimica, tecnologica e industriale particolarmente marcata ed è spesso scelta da chi immagina maggiormente il proprio futuro nella ricerca, sviluppo, produzione e controllo dei farmaci. Non scegliere quindi soltanto in base al nome.
Confronta gli esami dei cinque anni.
È lì che puoi vedere quale dei due percorsi è più vicino al modo in cui immagini il tuo futuro.
Che lavoro puoi fare dopo Farmacia?
Il farmacista è lo sbocco più immediatamente riconoscibile, ma non è l’unico contesto professionale possibile. in funzione delle competenze, delle esperienze e degli eventuali ulteriori requisiti, un laureato può orientarsi verso:
- farmacia territoriale;
- farmacie pubbliche e private;
- farmacia ospedaliera, attraverso il percorso specialistico previsto;
- servizi farmaceutici;
- industria farmaceutica;
- produzione di medicinali;
- controllo qualità;
- assicurazione qualità;
- regulatory affairs;
- farmacovigilanza;
- informazione scientifica;
- medical information;
- ricerca e sviluppo;
- sperimentazione e ricerca clinica;
- distribuzione farmaceutica;
- logistica del farmaco;
- laboratori;
- settore cosmetico;
- prodotti per la salute;
- integratori;
- dispositivi medici;
- aziende biotech e life sciences;
- affari regolatori;
- ricerca universitaria, proseguendo il percorso;
- Pubblica Amministrazione e organismi sanitari attraverso i relativi percorsi di accesso.
Naturalmente, non tutti questi ruoli sono automaticamente accessibili nello stesso modo: alcuni richiedono specializzazioni, concorsi o competenze ulteriori.
Farmacia è una laurea abilitante?
Sì, e questa è una delle informazioni più importanti da conoscere. Con la riforma delle lauree abilitanti, il percorso LM-13 è stato riorganizzato in modo che il conseguimento della laurea permetta anche di ottenere l’abilitazione professionale, una volta soddisfatti i requisiti previsti. Nel percorso è integrato il tirocinio pratico-valutativo e il suo superamento è necessario per accedere alla prova finale.
Questo riduce la separazione che in passato esisteva tra conseguimento della laurea ed Esame di Stato. Se il tuo obiettivo è diventare farmacista, quindi, stai scegliendo un percorso universitario direttamente collegato a una professione sanitaria regolamentata.
Farmacia e lavoro: quali sono le prospettive?
I dati occupazionali sono uno degli aspetti più interessanti del percorso. Per Farmacia all’Università di Firenze, AlmaLaurea rileva nel 2025 un tasso di occupazione del 94,4% a un anno dalla laurea, del 90,7% a tre anni e del 93,5% a cinque anni nel collettivo considerato. È importante ricordare che si tratta dei dati di uno specifico corso e di specifici collettivi, non della percentuale nazionale di tutti i laureati in Farmacia. Ma il quadro è interessante anche guardando altri atenei.
A Padova il tasso rilevato è del 96,3% a un anno, mentre a Urbino è del 90%. Questo suggerisce una capacità di inserimento professionale elevata in diversi contesti universitari. C’è però una domanda orientativa ancora più importante del semplice “troverò lavoro?”: quale lavoro vorresti fare con questa laurea?
Farmacia territoriale, ospedale e industria farmaceutica possono significare giornate professionali molto diverse.
Farmacia all’estero: che valore ha?
Il settore farmaceutico è fortemente internazionale. Industria, ricerca clinica, biotech, regulatory affairs, farmacovigilanza e sviluppo dei medicinali coinvolgono aziende e istituzioni che lavorano oltre i confini nazionali. Una laurea LM-13 può quindi diventare una base interessante per costruire un profilo internazionale. Ma bisogna distinguere due situazioni.
Lavorare in azienda e voler esercitare la professione regolamentata di farmacista in un altro Paese non sono necessariamente la stessa cosa. Per la professione possono essere necessari riconoscimento della qualifica, requisiti linguistici e procedure previste dal Paese di destinazione.
Se immagini un futuro internazionale, investirei quindi già durante l’università in inglese scientifico, esperienza Erasmus, competenze regolatorie, ricerca, laboratorio e conoscenza del settore farmaceutico internazionale.
Quindi, Farmacia è la facoltà giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Farmacia, prova a non fermarti alla domanda: Mi piacerebbe fare il farmacista?”
Chiediti anche:
- Mi interessano davvero chimica e biologia?
- Mi incuriosisce capire scientificamente cosa accade quando un farmaco entra nell’organismo?
- Mi vedo in una professione nella quale precisione e responsabilità hanno un peso importante?
E soprattutto: mi interessa di più il rapporto con le persone, il laboratorio o il mondo dell’industria farmaceutica?
Guarda i piani di studio. Confronta Farmacia con CTF. Informati sulle professioni e prova a immaginare non soltanto il lavoro finale, ma i cinque anni necessari per arrivarci.
Se vuoi capire se Farmacia, CTF o un altro percorso universitario è realmente coerente con chi sei, scopri Dove Inizio e avvia il tuo percorso di orientamento: parti dalle tue competenze, dai tuoi interessi e dalle tue motivazioni per confrontarli con le caratteristiche reali delle facoltà che stai valutando.
Perché occupazione, durata e opportunità professionali sono dati importanti. Ma una scelta capace di sostenerti per cinque anni e oltre nasce dall’incontro tra ciò che il mercato offre e ciò che ti spinge davvero: la tua passione, il tuo livello di motivazione e quello per cui senti di essere realmente portato.
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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.
