Cosa si studia in scienze informatiche

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Introduzione

Se stai cercando cosa si studia a Informatica, probabilmente computer, tecnologia, videogiochi, app o intelligenza artificiale fanno già parte dei tuoi interessi. Ma c’è un equivoco da chiarire subito. Studiare Informatica all’università non significa semplicemente imparare a programmare. Soprattutto non significa imparare a usare meglio un computer.

L’informatica è la disciplina che studia come rappresentare informazioni, costruire algoritmi e progettare sistemi capaci di elaborare dati e risolvere problemi.

Dietro un’app, un motore di ricerca, un videogioco, un sistema bancario o un modello di intelligenza artificiale ci sono algoritmi, strutture dati, linguaggi di programmazione, database, reti, matematica e architetture hardware. Studiare Informatica significa imparare progressivamente a comprendere e progettare questi sistemi.

Cos’è la laurea L-31 Scienze e tecnologie informatiche?

La classe di laurea L-31 – Scienze e tecnologie informatiche dura normalmente 3 anni per 180 CFU.

Secondo gli obiettivi della classe, il laureato deve sviluppare competenze nei diversi settori dell’informatica utili alla progettazione, allo sviluppo e alla gestione dei sistemi informatici. Deve inoltre saper analizzare problemi e sviluppare soluzioni informatiche utilizzando anche gli strumenti matematici necessari.Questo spiega perché durante il percorso non troverai soltanto programmazione.

Programmazione

È sicuramente una delle aree centrali.

Nei primi anni impari a trasformare un problema in una sequenza di istruzioni che un computer possa eseguire. Progressivamente puoi incontrare diversi paradigmi di programmazione, tra cui la programmazione procedurale e quella orientata agli oggetti.

Ma imparare un linguaggio non è il vero obiettivo. Il punto è sviluppare la capacità di ragionare come un informatico. Un linguaggio può cambiare. La capacità di scomporre un problema e costruire una soluzione rimane.

Algoritmi e strutture dati

Immagina di avere milioni di informazioni e di dover trovare rapidamente quella che ti interessa. Qual è il modo più efficiente? Un algoritmo è una procedura per risolvere un problema. Durante il corso impari non soltanto a costruire algoritmi, ma anche a valutarne l’efficienza. Studierai inoltre strutture dati utilizzate per organizzare le informazioni in modo che possano essere elaborate efficacemente. È uno dei passaggi che distingue il semplice “saper scrivere codice” dal possedere una vera preparazione informatica.

Matematica

Sì, a Informatica si studia matematica. Nei piani di studio puoi trovare Analisi matematica, matematica discreta, algebra, geometria, probabilità e statistica. Perché?

Perché logica, algoritmi, crittografia, intelligenza artificiale e molti altri settori dell’informatica hanno solide fondamenta matematiche. Non significa che devi essere già eccezionale in matematica. Ma devi essere disposto a lavorare con astrazione, logica e ragionamento formale.

Architettura degli elaboratori

Cosa accade realmente quando un programma viene eseguito? Come interagiscono processore, memoria e altre componenti L’architettura degli elaboratori permette di capire come funziona il computer a un livello più profondo. È qui che inizi a collegare software e hardware.

Sistemi operativi

Windows, macOS e Linux sono esempi di sistemi operativi. All’università, però, non impari semplicemente a utilizzarli. Studi i principi che permettono a un sistema operativo di gestire processi, memoria, file e risorse hardware. Basi di dati

Quasi ogni servizio digitale deve memorizzare informazioni. Un e-commerce conserva prodotti, clienti e ordini. Un social network gestisce utenti, contenuti e relazioni. Una banca deve organizzare enormi quantità di transazioni. Per questo studierai come progettare, organizzare, interrogare e gestire database.

Reti e sicurezza

Internet funziona perché miliardi di dispositivi riescono a comunicare tra loro. Durante il percorso puoi studiare reti, protocolli e principi di sicurezza informatica. Capire come viaggiano i dati è fondamentale per progettare sistemi affidabili e sicuri.

Intelligenza artificiale

Non tutti i corsi triennali dedicano lo stesso spazio all’intelligenza artificiale, ma molti permettono di avvicinarsi già durante la L-31 a sistemi intelligenti, machine learning o discipline affini. È importante però capire una cosa: l’intelligenza artificiale non sostituisce le fondamenta dell’informatica. Si costruisce sopra di esse.

Prima di lavorare seriamente con l’AI servono programmazione, algoritmi, matematica, probabilità, dati e capacità di problem solving.

Quali esami si fanno a Informatica? Torino e Pisa a confronto

Due lauree L-31 condividono molte fondamenta, ma possono organizzare gli insegnamenti in maniera differente.

Università degli Studi di Torino

Il piano 2026/27 del corso L-31 di Informatica dell’Università di Torino è particolarmente utile per capire la struttura della laurea. Al primo anno troviamo:

  • Analisi matematica;
  • Architettura degli elaboratori;
  • Fondamenti dell’Informatica;
  • Matematica discreta, Algebra e Geometria;
  • Programmazione I;
  • Programmazione II;
  • Ricerca operativa;
  • Lingua inglese.

Al secondo anno entrano materie come:

  • Algoritmi e strutture dati;
  • Basi di dati;
  • Elementi di probabilità e statistica;
  • Programmazione orientata agli oggetti;
  • Sistemi operativi.

Al terzo anno troviamo invece Reti e sicurezza delle reti, Sviluppo delle applicazioni software e stage, oltre a insegnamenti opzionali come Sistemi intelligenti, Calcolabilità e complessità, Linguaggi e paradigmi di programmazione e Metodi formali dell’informatica. Il corso specifica inoltre che non sono richieste conoscenze informatiche pregresse per affrontare gli studi, mentre considera importanti la propensione al ragionamento logico e una buona preparazione matematica.

Università di Pisa

Anche Informatica dell’Università di Pisa appartiene alla classe L-31 e costruisce il percorso intorno alle fondamenta scientifiche e metodologiche della disciplina. Il confronto tra i due atenei permette soprattutto di individuare le grandi aree comuni che caratterizzano la formazione informatica. Possiamo raggrupparle così:

Area matematica: Analisi, Algebra, Matematica discreta, Probabilità e Statistica.

Area programmazione: Fondamenti di programmazione, Programmazione orientata agli oggetti e sviluppo software.

Area algoritmica: Algoritmi, Strutture dati, Calcolabilità e Complessità.

Area dati: Basi di dati, gestione e organizzazione dell’informazione.

Area sistemi: Architettura degli elaboratori e Sistemi operativi.

Area reti: Reti di calcolatori e sicurezza.

Area teorica: Logica, linguaggi formali e fondamenti teorici dell’informatica.

Area applicativa: sviluppo di applicazioni, sistemi intelligenti e altre specializzazioni.

Area professionalizzante: laboratori, progetti, stage e prova finale.

Quanto dura davvero Informatica?

La durata prevista è di 3 anni per 180 CFU. Nella realtà non tutti riescono a completare il percorso esattamente nei tre anni.

Come stima orientativa e non come dato nazionale ufficiale, possiamo considerare una durata effettiva nell’ordine dei 3,5-4 anni. Per la quota di studenti fuoricorso utilizzerei invece, sempre come semplice ordine di grandezza, una fascia del 25-35%, da verificare sul singolo ateneo e sulla specifica coorte. Il percorso può diventare impegnativo soprattutto quando si sottovaluta la parte matematica e teorica. Non basta infatti saper programmare.

Bisogna superare esami che richiedono ragionamento astratto, metodo e continuità nello studio. Un dato interessante arriva da Torino: tra i laureati recenti considerati da AlmaLaurea, sommando le risposte positive, l’84,3% considera il carico degli insegnamenti adeguato alla durata del corso. A Pisa la percentuale sale al 90,4%.

 

Quanti studenti studiano Informatica?

Informatica è ormai presente in numerosi atenei italiani. Per avere due riferimenti concreti, nel 2025 l’Università di Torino ha registrato 290 laureati L-31 in Informatica. Nello stesso anno, Pisa ne ha registrati 179. Sono numeri di laureati annuali e non di studenti complessivamente iscritti. Considerando tutti gli anni di corso e tutti gli atenei italiani, possiamo quindi parlare di molte migliaia di studenti L-31. Per conoscere il numero nazionale esatto di iscritti e fuoricorso relativo a uno specifico anno accademico bisogna invece utilizzare le rilevazioni MUR.

5 competenze utili per studiare Informatica

1. Pensiero logico

Quando un programma non funziona, devi capire dove si trova il problema e perché si è verificato. Il ragionamento logico è quindi una delle competenze più importanti.

2. Problem solving

Un informatico riceve continuamente problemi da trasformare in soluzioni. Devi imparare a dividere un problema complesso in parti più piccole e gestibili.

3. Perseveranza

Scrivi il codice. Non funziona. Lo modifichi. Continua a non funzionare. Cerchi l’errore. Lo trovi. Poi ne compare un altro. La capacità di tollerare la frustrazione e continuare a cercare una soluzione è fondamentale.

4. Capacità di astrazione

Devi imparare a vedere strutture e regole generali dietro problemi differenti. È una competenza particolarmente importante per algoritmi, matematica e progettazione software.

5. Capacità di imparare continuamente

Tecnologie, framework e strumenti cambiano rapidamente. La laurea non può insegnarti ogni tecnologia che utilizzerai durante la tua carriera. Deve insegnarti soprattutto come impararne di nuove.

 

Informatica potrebbe essere adatta a te se ami…

Ci sono tre segnali particolarmente interessanti.

  • Ti piace capire come funzionano le cose. Quando utilizzi un’app non pensi soltanto a ciò che fa: ti incuriosisce capire cosa potrebbe esserci dietro.
  • Ti piace risolvere problemi. Puzzle, logica, strategie e problemi complessi ti stimolano invece di annoiarti.
  • Ti piace creare. Programmare significa anche costruire qualcosa che prima non esisteva: un’applicazione, un sito, un algoritmo o un sistema.

 

Ma attenzione a una falsa convinzione: “Uso il computer da quando ero piccolo, quindi Informatica è sicuramente la facoltà giusta per me.” Non necessariamente. Essere appassionato di videogiochi, social network o tecnologia non significa automaticamente amare lo studio dell’informatica. La domanda più utile è: “Mi interessa capire come funzionano questi sistemi e imparare a costruirli?”

Se la risposta è sì, il segnale diventa molto più significativo. Se Informatica ti incuriosisce ma non sai se questo percorso corrisponda davvero alle tue attitudini, scopri Doveinizio: confronta interessi, competenze e motivazioni con ciò che questa facoltà richiede realmente prima di scegliere.

 

3 pro e 3 contro di studiare Informatica

Tra i pro, il primo è la grande trasversalità delle competenze: praticamente ogni settore utilizza software e dati. Il secondo è la possibilità di entrare nel mercato del lavoro già dopo la triennale. Il terzo è la varietà delle specializzazioni possibili, dal software alla cybersecurity, dai dati all’intelligenza artificiale.

Ci sono però anche contro da conoscere.

Il primo è che la laurea contiene più matematica e teoria di quanto molti studenti immaginino. Il secondo è la necessità di aggiornarsi continuamente anche dopo la laurea. Il terzo è che lavorare nel settore può significare trascorrere molte ore davanti a uno schermo e affrontare problemi tecnici che richiedono concentrazione prolungata.

 

Che lavoro puoi fare dopo Informatica?

Gli sbocchi sono numerosi e continuano a evolvere. In funzione delle competenze sviluppate e dell’eventuale specializzazione puoi orientarti verso ruoli come:

  • software developer;
  • software engineer junior;
  • web developer;
  • front-end developer;
  • back-end developer;
  • full-stack developer;
  • mobile developer;
  • application developer;
  • programmer;
  • software tester;
  • QA engineer;
  • database developer;
  • database administrator;
  • data analyst;
  • junior data scientist;
  • data engineer junior;
  • business intelligence developer;
  • systems analyst;
  • system administrator;
  • network administrator;
  • network engineer junior;
  • cloud specialist junior;
  • DevOps engineer junior;
  • cybersecurity analyst;
  • security analyst;
  • SOC analyst;
  • penetration tester, con adeguata specializzazione;
  • security engineer junior;
  • IT consultant;
  • technology consultant;
  • ERP consultant;
  • CRM developer;
  • IT project assistant;
  • technical support specialist;
  • application support specialist;
  • game developer;
  • AI developer junior;
  • machine learning engineer junior, con adeguata preparazione;
  • NLP developer junior;
  • computer vision developer junior;
  • IoT developer;
  • automation software developer;
  • research assistant;
  • informatico nella Pubblica Amministrazione;
  • sviluppatore in startup tecnologiche;
  • imprenditore digitale;
  • ricercatore, proseguendo gli studi.

Non tutti questi ruoli richiedono esattamente le stesse competenze. Per AI, machine learning, cybersecurity avanzata, ricerca o data science specialistica, una magistrale o un’ulteriore specializzazione può diventare particolarmente importante.

 

Informatica e lavoro: cosa succede dopo la triennale?

Uno degli aspetti interessanti della L-31 è che permette sia di continuare gli studi sia di entrare nel mercato del lavoro.

I dati di Torino aiutano a comprenderlo. Tra i laureati 2024 del collettivo AlmaLaurea considerato a un anno dal titolo, il 64,1% risulta iscritto a una laurea di secondo livello. Nello stesso collettivo, il tasso di occupazione è del 52,2%.

Le due percentuali non sono alternative: alcuni laureati possono contemporaneamente studiare e lavorare.

Il dato mostra quindi un percorso abbastanza flessibile. Puoi continuare verso una magistrale per specializzarti, ma puoi anche iniziare a costruire esperienza professionale relativamente presto.

 

Informatica o Ingegneria informatica?

È una delle domande più frequenti. I due percorsi condividono diversi argomenti, ma non sono la stessa cosa.

Informatica L-31 tende a concentrarsi maggiormente su algoritmi, programmazione, software, dati, linguaggi, sistemi e fondamenti teorici della computazione.

Ingegneria informatica, generalmente inserita nell’area dell’ingegneria dell’informazione, integra l’informatica all’interno di una formazione ingegneristica più ampia, con un peso che può essere maggiore per fisica, elettronica, automazione, telecomunicazioni e progettazione dei sistemi.

La domanda non dovrebbe quindi essere: “Quale delle due è migliore?” ma: “Quale modo di affrontare la tecnologia è più vicino a come ragiono e a ciò che voglio costruire?”

 

Informatica significa programmare tutto il giorno?

No. La programmazione è fondamentale, ma il lavoro informatico comprende anche progettazione, analisi, test, sicurezza, gestione dei dati, architettura dei sistemi, coordinamento e consulenza.

Più cresce la responsabilità professionale, più spesso diminuisce il tempo dedicato esclusivamente alla scrittura del codice e aumenta quello dedicato a progettare soluzioni, prendere decisioni e collaborare con altre persone.

Questo porta a un’altra competenza spesso sottovalutata: saper comunicare.

Un ottimo informatico deve essere capace di spiegare un problema tecnico anche a chi informatico non è.

E l’intelligenza artificiale?

È probabilmente uno dei motivi per cui molti studenti stanno guardando oggi con interesse all’informatica. AI generativa, machine learning, robotica e automazione stanno trasformando moltissimi settori. Ma proprio per questo è importante evitare un errore.

Non scegliere Informatica soltanto perché “l’AI è il futuro”. Sceglila se ti interessano i principi che permettono di costruire sistemi tecnologici. Le tecnologie cambieranno. Le fondamenta – algoritmi, logica, matematica, dati e capacità di risolvere problemi – rimarranno molto più a lungo.

 

Informatica all’estero: che valore ha?

La natura della disciplina rende le competenze informatiche particolarmente trasferibili a livello internazionale. Computer Science, Software Engineering, Data Science, Artificial Intelligence, Cybersecurity e Cloud Computing sono aree presenti nelle università e nelle aziende di tutto il mondo. Inoltre gran parte della documentazione tecnica, della ricerca e degli strumenti professionali è già in inglese.

Se immagini una carriera internazionale, durante la triennale investirei soprattutto in:

  • inglese tecnico;
  • Git e strumenti di collaborazione;
  • progetti personali;
  • portfolio su GitHub;
  • algoritmi e strutture dati;
  • cloud;
  • cybersecurity;
  • data science;
  • intelligenza artificiale;
  • Erasmus o internship internazionali.

Un laureato capace di mostrare non soltanto cosa ha studiato, ma cosa sa costruire, può rendere il proprio profilo molto più riconoscibile.

 

Quindi, Informatica è la facoltà giusta per te?

Dopo aver scoperto cosa si studia in Scienze e tecnologie informatiche, prova a non chiederti soltanto: “Mi piacciono i computer?” Chiediti:

  1. Mi piace risolvere problemi complessi? 
  2. Quando qualcosa non funziona, ho voglia di capire perché?
  3. Mi incuriosisce sapere cosa succede dietro un’applicazione?
  4. Sono disposto ad affrontare matematica e logica?
  5. Mi piace costruire qualcosa partendo da zero?
  6. Riesco a insistere anche quando la soluzione non arriva immediatamente?

E fai una prova concreta.

Prima di scegliere Informatica, apri i piani di studio di almeno tre università e prova un piccolo corso introduttivo gratuito di programmazione. Non chiederti soltanto se riesci a farlo: osserva soprattutto se il processo di ragionamento ti appassiona. Poi usa Doveinizio per confrontare questa esperienza con i tuoi interessi, le tue competenze e le tue motivazioni.

Perché occupazione, stipendi, intelligenza artificiale e domanda di professionisti digitali sono elementi importanti. Ma non dovrebbero essere l’unico motivo per scegliere.

La scelta più sostenibile nasce dall’incontro tra le opportunità che il futuro può offrire e ciò che ti spinge davvero: la tua passione, il tuo livello di motivazione e quelle attività per cui senti di essere veramente portato.

 

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