Cosa fare dopo il liceo scientifico?

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Introduzione

Se stai cercando cosa fare dopo il liceo scientifico senza università, probabilmente non hai bisogno che qualcuno ti ripeta che “con lo scientifico puoi fare tutto”, perché quando hai il diploma in mano quella frase può diventare quasi frustrante. Magari non vuoi iscriverti all’università, oppure non sei ancora convinto che sia la strada giusta per te, ma intorno senti domande continue: “Allora cosa farai?”, “Non sprecherai il diploma?”, “Se non vai all’università che lavoro puoi fare?”.

La verità è che non ha una risposta unica, ma esistono alternative concrete e, soprattutto, puoi iniziare a sperimentarle senza dover decidere oggi che cosa farai per tutta la vita.

Se in questo momento hai più dubbi che risposte, con DoveInizio posso aiutarti a trasformare le alternative dopo il diploma in esperienze concrete da confrontare, così da scegliere una direzione senza sentirti obbligato a conoscere già tutto il tuo futuro.

 

Dopo il liceo scientifico bisogna per forza andare all’università?

No, anche se il liceo scientifico viene tradizionalmente percepito come un percorso fortemente orientato alla prosecuzione degli studi.

Il punto, però, non dovrebbe essere scegliere l’università perché “è quello che fanno quelli dello scientifico”, così come non dovrebbe essere rifiutarla soltanto perché dopo cinque anni di scuola hai voglia di cambiare aria. Il diploma scientifico ti dà basi ampie, ma non una professione specifica.

Il liceo scientifico sviluppa competenze logiche, matematiche, linguistiche e scientifiche, ma non nasce come percorso professionalizzante. Questo significa che entrare direttamente nel mercato del lavoro è possibile, ma potresti dover aggiungere una competenza tecnica o professionale più specifica.

I dati del Sistema Informativo Excelsior aiutano a vedere il problema con maggiore concretezza: nel 2025 le imprese italiane hanno programmato 1,337 milioni di ingressi per persone con diploma di scuola superiore, pari al 23% delle assunzioni previste. Per l’insieme degli indirizzi liceali classico, scientifico e scienze umane, Excelsior stimava circa 46.060 opportunità, con una difficoltà media di reperimento del 39%.

Il messaggio che leggerei dietro questi numeri è semplice: il diploma liceale non ti impedisce di lavorare, ma spesso conviene costruirgli sopra qualcosa di più concreto.

Quando si pensa al “dopo diploma”, spesso si immaginano soltanto due caselle: università oppure lavoro. In realtà lo spazio in mezzo è molto più ampio.

 

ITS Academy: formazione tecnica dopo il diploma

Una delle alternative che prenderei seriamente in considerazione sono gli ITS Academy, percorsi di istruzione tecnologica superiore fortemente collegati alle imprese e alle competenze richieste dal mercato.

Esistono percorsi in aree come tecnologie dell’informazione e dei dati, meccatronica, energia, mobilità e logistica, chimica e nuove tecnologie della vita, agroalimentare, servizi alle imprese, turismo e altre specializzazioni.

Per uno studente proveniente dallo scientifico possono essere particolarmente interessanti perché permettono di utilizzare alcune basi già acquisite, aggiungendo però una componente applicativa molto più forte.

Il monitoraggio nazionale INDIRE più recente prende in esame 506 percorsi conclusi nel 2024: circa l’80% dei diplomati ITS risultava occupato a un anno dal titolo e il 92,8% degli occupati svolgeva un lavoro coerente con il percorso frequentato.

Non significa che un ITS garantisca automaticamente un lavoro, ma significa che è un’alternativa che merita di essere conosciuta prima di concludere che “senza università non ci sono possibilità”. Se vuoi approfondire questa strada leggi il mio articolo.

 

Lavorare subito dopo il liceo scientifico

Puoi anche scegliere di cercare lavoro immediatamente.

Nel rapporto Excelsior dedicato agli indirizzi liceali compaiono, tra le opportunità associate al gruppo classico-scientifico-scienze umane, figure come tecnici web, addetti alla gestione del personale, addetti a sportelli e recupero crediti e altre professioni dei servizi, ma è importante leggere questi dati con attenzione perché la categoria comprende più licei e non significa che il solo diploma scientifico abiliti automaticamente a svolgere quelle professioni.

Quello che farei, quindi, è guardare gli annunci reali e chiedermi: quali competenze mi mancano per essere credibile davanti a un’azienda? 

Potrebbero essere Excel avanzato, strumenti digitali, programmazione, gestione dati, inglese, vendita, customer care, amministrazione di base oppure software specifici.

Una formazione breve ma mirata può cambiare molto più di dieci corsi scelti casualmente. Approfondisci qui.

 

ITS, corsi professionali o lavoro: come scegliere?

Qui eviterei una nuova corsa alla “scelta perfetta”. Se non sai ancora cosa fare, il tuo primo obiettivo non dovrebbe essere trovare immediatamente la professione definitiva, ma raccogliere informazioni su di te. Fai esperienza prima di decidere chi vuoi diventare

Potresti pensare di essere interessato all’informatica perché ti piace usare la tecnologia, ma soltanto provando a programmare capiresti se ti interessa costruirla. Potresti immaginarti nel marketing, poi fare una piccola esperienza e scoprire che ciò che ti attira davvero è l’analisi dei dati. Oppure potresti iniziare un lavoro e capire che vuoi tornare a studiare, ma con una motivazione completamente diversa rispetto a quella che avevi alla maturità.

Questo per me è un punto fondamentale dell’orientamento: fare esperienza è uno dei modi più efficaci per capire cosa fa davvero per noi.

Pensare serve, informarsi serve, fare test può servire, ma arriva un momento in cui devi mettere un piede nella realtà e vedere cosa succede. Se sei indeciso tra ITS, lavoro, formazione professionale o un periodo di esplorazione, con DoveInizio posso aiutarti a confrontare queste possibilità e soprattutto a progettare piccoli esperimenti per capire quali meritino davvero il tuo tempo.

 

L’apprendistato può essere un’alternativa concreta

Se vuoi entrare nel lavoro senza rinunciare alla formazione, valuterei anche la forma contrattuale dell’apprendistato, lavorare mentre impari un mestiere

Il Ministero del Lavoro definisce l’apprendistato come un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani.

In particolare, l’apprendistato professionalizzante riguarda generalmente i giovani dai 18 ai 29 anni e permette di lavorare mentre si acquisiscono competenze professionali.

Per chi arriva da un liceo questo può avere un valore particolare, perché consente di compensare la minore componente professionalizzante del percorso scolastico attraverso esperienza e formazione direttamente nel contesto lavorativo.

 

Prendersi un anno senza università significa perdere tempo?

Questa è probabilmente una delle paure più forti. “Se non mi iscrivo subito, rimango indietro.”

Ma indietro rispetto a chi? Un anno può essere perso, oppure può diventare un laboratorio. Ne parlo approfonditamente nell’articolo sull’Anno sabatico o Gap Year.

Un anno trascorso senza studiare, senza lavorare, senza esplorare e aspettando che la risposta arrivi da sola rischia effettivamente di trasformarsi in immobilità.

Un anno nel quale lavori, migliori l’inglese, fai volontariato, segui un corso, costruisci un progetto, viaggi con un obiettivo preciso oppure sperimenti diversi contesti è qualcosa di molto diverso.

Anche il Servizio Civile Universale, accessibile generalmente ai giovani tra 18 e 28 anni attraverso specifici bandi, viene presentato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili come un’esperienza di formazione e crescita personale e professionale, con progetti in ambiti che vanno dall’assistenza alla protezione civile, dall’ambiente alla cultura e alla cooperazione.

La differenza non la fa quindi soltanto il tempo che passa. La fa ciò che impari mentre passa.

 

Quali lavori puoi fare senza laurea dopo lo scientifico?

Qui farei attenzione alle liste del tipo “10 lavori perfetti dopo il liceo scientifico”, perché rischiano di creare aspettative poco realistiche.

Il diploma è il punto di partenza, non sempre il profilo professionale completo. Alcuni lavori possono essere accessibili direttamente, altri richiedono certificazioni, corsi specifici, concorsi, esperienza oppure formazione tecnica.

Potresti esplorare ruoli junior nei servizi, nel commerciale, nell’amministrazione, nell’assistenza clienti e in alcuni ambiti digitali, ma per professioni più tecniche sarebbe spesso opportuno costruire prima competenze specifiche.

Excelsior segnala inoltre che nel mercato del lavoro stanno assumendo un peso strutturale competenze come problem solving, autonomia, lavoro di gruppo, capacità digitali e competenze green, quindi non concentrerei tutta l’attenzione sul titolo di studio, ma anche su ciò che sai concretamente fare.

 

L’errore più comune: scegliere qualcosa solo per non sentirsi fermi

Il rischio vero arriva quando la pressione diventa più forte della curiosità.

“Allora mi iscrivo a una facoltà qualsiasi.”

“Accetto il primo lavoro che capita e basta.”

“Faccio un corso perché lo fanno i miei amici.”

Sono tutte decisioni che possono dare sollievo immediato perché ti fanno sentire nuovamente “in movimento”, ma muoversi e orientarsi non sono la stessa cosa.

“Ma se provo una strada e poi scopro che ho sbagliato?”

Potrebbe succedere. Non avrebbe senso prometterti il contrario.

Un ITS potrebbe non piacerti, un lavoro potrebbe mostrarti un ambiente che non vuoi, potresti iniziare un corso e renderti conto che quell’interesse era più debole di quanto pensassi. Il punto è come usi quell’errore.

Se lo vivi soltanto come una sconfitta, cercherai di evitarlo a qualunque costo, mentre se impari a chiederti cosa hai scoperto, cosa non funzionava e che cosa proveresti diversamente, quell’esperienza diventa materiale per la decisione successiva.

Non avere paura di sbagliare non significa scegliere senza pensare, significa accettare che non puoi conoscere completamente una strada prima di averne percorso almeno un pezzo.

 

Come decidere cosa fare dopo il liceo scientifico senza università

Se fossi davanti a questa scelta, eviterei di partire da “cosa farò nella vita?” perché è una domanda enorme. Partirei dal prossimo esperimento. Scegli due o tre possibilità e mettile alla prova.

Cercherei un ITS che mi incuriosisce e parteciperei a un open day, parlerei con qualcuno che svolge un lavoro che sto considerando, analizzererei dieci annunci reali per capire quali competenze vengono richieste e proverei un corso breve prima di investire mesi in una specializzazione.

Poi mi chiederei: “Cosa ho scoperto che prima non sapevo?”

Perché è così che inizi a costruire una direzione, non soltanto accumulando informazioni, ma trasformandole in esperienza.

 

Non andare all’università non significa rinunciare al futuro

Se ti stai chiedendo ancora cosa fare dopo il liceo scientifico, vorrei lasciarti con una distinzione importante: non iscriversi subito a un corso di laurea non significa smettere di imparare.

Puoi imparare in un ITS, in azienda, attraverso un apprendistato, con un progetto, nel volontariato, attraverso un corso professionale e persino da un’esperienza che ti faccia capire chiaramente ciò che non vuoi.

La scelta più pericolosa non è necessariamente quella che un giorno potresti correggere, ma quella fatta soltanto perché avevi paura di sembrare fermo.

Con Dove Inizio lavoro proprio per trasformare questo momento da spazio vuoto a spazio di esplorazione, perché il futuro non si scopre restando immobili davanti a una mappa: inizi a capirlo quando provi una strada, osservi cosa succede e impari abbastanza da scegliere il passo successivo.

 

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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.

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