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Introduzione
Ti piace leggere, scrivere, scoprire l’origine delle parole o capire perché un testo scritto secoli fa riesce ancora a raccontare qualcosa del presente. Ma quando arriva il momento di scegliere l’università, la domanda diventa molto più concreta: cosa si studia a Lettere? Quanto è impegnativa? Quanto tempo serve davvero per laurearsi? E soprattutto: dopo, che lavoro puoi fare?
Sono domande importanti. Perché scegliere Lettere soltanto pensando “mi piace leggere” significa conoscere solo una piccola parte di questo percorso.
Lettere è una laurea che richiede lettura, certo, ma soprattutto capacità di analisi, scrittura, ricerca, interpretazione e collegamento tra informazioni. Prima di sceglierla, quindi, vale la pena guardare insieme materie, esami, durata, competenze richieste e prospettive professionali.
Cosa si studia a Lettere
La laurea triennale in Lettere appartiene alla classe L-10 e prevede normalmente 3 anni di studio e 180 CFU.
Ma cosa si studia a Lettere cambia anche in base all’università e al curriculum. L’Università di Bologna, per esempio, articola il corso in percorsi differenti, tra cui Classico, Moderno e Culture letterarie europee.
In generale, le materie possono essere raggruppate in alcune grandi aree.
Letteratura italiana e discipline letterarie
Letteratura italiana è uno degli insegnamenti centrali. A questa possono affiancarsi Letteratura italiana contemporanea, teoria della letteratura, critica letteraria, letterature comparate e straniere.
Rispetto alle superiori cambia soprattutto il metodo: non basta conoscere la biografia dell’autore o la trama dell’opera. Devi imparare a interpretare i testi, inserirli nel loro contesto e confrontare diverse letture critiche.
Linguistica e filologia
Linguistica generale, linguistica italiana, glottologia, storia della lingua e filologia permettono di comprendere come funzionano le lingue e come i testi vengono prodotti, trasformati e trasmessi nel tempo.
Se ti affascinano le parole, potresti scoprire che dietro una singola frase esiste un universo molto più grande di quanto immagini.
Latino, greco e cultura classica
Il peso delle discipline classiche dipende dal curriculum.
In un percorso classico diventano centrali greco, latino, filologia, letteratura classica e storia antica. Nei percorsi moderni il latino può comunque essere presente.
Storia, geografia, arte e discipline umanistiche
A seconda del piano di studi puoi incontrare storia romana, medievale, moderna e contemporanea, geografia, filosofia, archeologia, storia dell’arte e altre discipline.
Lettere, quindi, non significa semplicemente “studiare libri”: significa imparare a leggere cultura, linguaggio e società attraverso prospettive differenti.
Quali esami si fanno a Lettere? Due università a confronto
Non esiste un elenco di esami identico per tutta Italia. Ed è un dettaglio fondamentale quando devi scegliere l’ateneo.
Università di Bologna
Nel piano di studi di Lettere dell’Università di Bologna troviamo, a seconda del curriculum, insegnamenti appartenenti all’area letteraria, linguistica, filologica, storica e classica.
Nel curriculum moderno, per esempio, compaiono insegnamenti come Letteratura italiana, Lingua latina, Storia romana e Informatica di base, insieme alla possibilità di scegliere tra discipline come Linguistica generale, Linguistica italiana, Glottologia e Storia della lingua italiana.
Negli anni successivi entrano maggiormente in gioco filologia, storia, letterature e discipline artistiche.
Sapienza Università di Roma
Anche Lettere Moderne della Sapienza appartiene alla classe L-10 e propone una formazione che integra discipline letterarie, linguistiche, filologiche e storiche.
La struttura concreta varia in funzione del curriculum e delle scelte dello studente: per questo è importante consultare il piano valido nell’anno in cui ci si immatricola.
Possiamo comunque organizzare gli insegnamenti tipici di Lettere in queste macro-aree:
- Area letteraria: Letteratura italiana, Letteratura italiana contemporanea, letterature straniere e comparate, critica letteraria.
- Area linguistico-filologica: Linguistica, Glottologia, Storia della lingua italiana, Filologia italiana, Filologia romanza.
- Area classica: Lingua e letteratura latina, greco, filologia classica, storia greca e romana.
- Area storico-geografica: Storia medievale, moderna e contemporanea, storia antica, geografia.
- Area storico-artistica e culturale: Storia dell’arte, archeologia e discipline umanistiche affini.
- Area trasversale: lingua straniera, informatica, laboratori, tirocini e attività a scelta.
La regola, prima di iscriverti, è semplice: non confrontare soltanto i nomi dei corsi di laurea. Confronta gli esami che dovrai sostenere.
Quanto dura davvero Lettere? Durata media e studenti fuoricorso
La durata prevista è di 3 anni, ma questo non significa che tutti riescano a laurearsi esattamente nei tre anni.
Per dare un ordine di grandezza utile all’orientamento, possiamo stimare che il completamento effettivo di una laurea in Lettere si collochi frequentemente intorno ai 3,5-4 anni, considerando insieme studenti in corso e studenti che accumulano ritardo.
Allo stesso modo, come stima orientativa e non come percentuale ufficiale nazionale, è ragionevole considerare che circa il 25-35% degli studenti possa trovarsi fuori corso in una determinata fase del percorso.
Perché parliamo di stima? Perché il valore cambia in base ad ateneo, coorte di immatricolazione e criterio statistico utilizzato. Sarebbe quindi scorretto attribuire una percentuale rilevata in una singola università a tutti gli studenti italiani di Lettere.
Un’indicazione concreta dell’impegno richiesto arriva da AlmaLaurea: nel corso L-10 dell’Università di Bologna, per esempio, il 65,5% dei laureati intervistati dichiara di aver frequentato più del 75% degli insegnamenti previsti; inoltre il 75,6% giudica complessivamente adeguato il carico di studio alla durata del corso.
Questo aiuta a sfatare una convinzione: Lettere non è necessariamente una laurea “facile” perché umanistica. Richiede soprattutto continuità, capacità di organizzazione e autonomia nello studio.
Quanti studenti frequentano Lettere?
Anche in questo caso è necessario distinguere il singolo corso universitario dall’intera classe L-10 nazionale.
Per avere un ordine di grandezza, possiamo parlare di diverse decine di migliaia di studenti complessivamente coinvolti nei corsi riconducibili alla classe L-10 in Italia, mentre il numero di iscritti di un singolo corso può andare da poche centinaia a oltre un migliaio, considerando contemporaneamente le diverse annualità.
Di conseguenza, utilizzando la precedente fascia del 25-35% come semplice stima orientativa, anche la quota di iscritti fuori corso può rappresentare alcune migliaia di studenti a livello nazionale.
Non è però un dato ufficiale MUR e non deve essere letto come tale.
Un’indicazione della dimensione dei singoli corsi arriva anche dal numero dei laureati: Bologna ha registrato 454 laureati L-10 in un solo anno, mentre Bari ne ha registrati 294, Palermo 193, Firenze 131 e Pisa 121.
5 competenze utili per studiare Lettere
Non devi possederle già tutte: alcune si sviluppano proprio durante l’università.
1. Comprensione del testo. Dovrai affrontare testi letterari, saggi, fonti storiche e studi critici complessi.
2. Capacità di scrittura. Organizzare il pensiero e comunicarlo con precisione è fondamentale.
3. Pensiero critico. Non basta capire cosa dice un autore: devi imparare a confrontare interpretazioni, fonti e contesti.
4. Capacità di ricerca. Dovrai trovare informazioni, selezionare fonti attendibili e organizzare grandi quantità di materiale.
5. Autonomia e organizzazione. Bibliografie ampie ed esami complessi richiedono pianificazione e costanza.
Sono capacità molto vicine alle competenze linguistiche e alle attività di comunicazione, ricerca, analisi, argomentazione e creazione che possono emergere durante un percorso di orientamento personale.
Lettere è adatta a te se ami…
Ci sono almeno tre segnali interessanti.
Ami le parole e le storie. Non soltanto leggere: vuoi capire perché un testo riesce a produrre un determinato significato.
Ami creare collegamenti. Letteratura, storia, arte, politica, società e linguaggio per te non sono mondi separati.
Ami approfondire. Non ti basta sapere “cosa è successo”: vuoi capire perché, in quale contesto e quali conseguenze ha avuto.
Ma attenzione: amare i romanzi non significa automaticamente amare Lettere. Leggere per piacere e studiare centinaia di pagine per un esame sono due esperienze differenti.
Vuoi capire se Lettere è davvero coerente con il tuo modo di essere? Scopri il percorso di orientamento di Dove Inizio: analizza interessi, competenze e motivazioni e confrontali con le caratteristiche reali dei percorsi universitari che stai valutando.
3 pro e 3 contro di studiare Lettere
Tra i pro, il primo è la formazione culturale ampia: impari a interpretare fenomeni collegando linguaggio, storia e società. Il secondo è lo sviluppo di competenze trasferibili come scrittura, ricerca, comunicazione e pensiero critico. Il terzo è la possibilità di costruire percorsi diversi dopo la triennale, specializzandosi in funzione dei propri obiettivi.
Tra i contro, il primo è che il collegamento laurea-professione è meno immediato rispetto a percorsi direttamente professionalizzanti. Il secondo è che per molte carriere diventano necessari una laurea magistrale, ulteriori requisiti, concorsi o specializzazioni. Il terzo è che lo studente deve imparare a trasformare le proprie competenze umanistiche in un profilo professionale riconoscibile.
Lettere e lavoro: quali sono le condizioni occupazionali?
Questo è probabilmente il dato più importante da interpretare correttamente.
Per moltissimi studenti la triennale in Lettere non rappresenta il termine del percorso universitario.
I dati AlmaLaurea mostrano, per esempio, che a un anno dalla laurea l’88,5% del collettivo considerato per Lettere all’Università di Milano risulta iscritto a un corso di secondo livello. A Pisa la percentuale raggiunge il 91,5% e a Parma il 94,1%.
Questo spiega perché il tasso di occupazione immediatamente successivo alla triennale possa apparire basso: molti laureati non sono ancora entrati stabilmente nel mercato del lavoro perché stanno continuando a studiare.
Per esempio, nella popolazione analizzata da AlmaLaurea il tasso di occupazione a un anno è del 23,1% a Milano, dell’11,9% a Pisa e dell’11,8% a Parma. Sono dati di singoli corsi e non una media nazionale, ma mostrano perché l’occupazione post-triennale debba essere letta insieme alla prosecuzione degli studi.
Se scegli Lettere, quindi, è sensato ragionare fin dall’inizio anche in una prospettiva 3+2.
E all’estero? Quanto vale una laurea in Lettere?
All’estero non esiste una corrispondenza perfetta con la classe italiana L-10. Percorsi come Literature, Classics, Humanities, Italian Studies e Liberal Arts possono avere strutture molto differenti.
Ciò che rende interessante un profilo umanistico internazionale è soprattutto la combinazione di competenze: scrittura, capacità linguistica e interculturale, ricerca, pensiero critico, comunicazione e capacità di interpretare informazioni complesse.
Per questo, se immagini un futuro internazionale, può essere strategico affiancare agli studi umanistici una o più lingue straniere, esperienze Erasmus o di studio all’estero, competenze digitali e capacità di comunicazione.
Non chiederti quindi soltanto: “La laurea in Lettere è spendibile all’estero?”.
Chiediti: “Come posso costruire un profilo umanistico che abbia valore anche fuori dall’Italia?”
Quindi, Lettere è la scelta giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Lettere, quali esami dovrai affrontare, quanto può durare realmente il percorso e quali opportunità può offrire, rimane la domanda più importante.
Non scegliere Lettere perché “non sai cos’altro fare”.
Ma non scartarla nemmeno perché qualcuno ti ha detto che “con le materie umanistiche non si trova lavoro”.
Guarda i piani di studio. Confronta gli atenei. Informati sulle magistrali. Esplora le professioni. E poi osserva te stesso: quali attività ti fanno venire voglia di approfondire? In cosa riesci a impegnarti anche quando diventa difficile?
È qui che i dati incontrano l’orientamento.
Se vuoi trasformare questi dubbi in una scelta concreta, scopri Dove Inizio e avvia il tuo percorso di orientamento: parti da chi sei, dalle tue competenze e dalle tue motivazioni per individuare i percorsi universitari più coerenti con te.
Perché statistiche, occupazione e prospettive professionali sono importanti, ma una scelta sostenibile nasce sempre dall’incontro tra realtà e persona: ciò che ti appassiona, il tuo livello di motivazione e quello per cui senti di essere davvero portato. Il futuro non parte dal nome di una facoltà. Parte da te.
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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.
