cosa si studia in giurisprudenza

Introduzione: la paura più comune prima di entrare all’università

La mattina prima del primo esame ti chiedi: “Ce la farò davvero? Non sarà troppo difficile? E poi, a cosa mi servirà tutto questo diritto?” Questa è la paura che sentono tantissimi studenti (e spesso anche i genitori), perché Giurisprudenza ha una reputazione — giusta e sbagliata insieme — che pesa più di un codice civile.

 

Perché Giurisprudenza conta ancora: un contesto italiano

In Italia ci sono oltre 2 milioni di studenti universitari iscritti nell’anno accademico 2024/2025 nel complesso dell’università italiana, di cui una parte importante sceglie ambiti come diritto e scienze giuridiche (Fonte Istat).

Capire cosa si studia in Giurisprudenza significa entrare in contatto con un patrimonio di regole che regolano la vita pubblica e privata: dal contratto che firmi a scuola all’organizzazione dello Stato.

Questa facoltà non è soltanto per “avvocati”, ma un allenamento profondo alla comprensione e soluzione di problemi complessi nella società.

 

Quanto dura e com’è strutturato il percorso di studi 

Giurisprudenza in Italia è organizzata come laurea magistrale a ciclo unico:

Durata ufficiale: 5 anni.

Obiettivo: fornire competenze giuridiche ampie e integrate.

Ma come si traduce questo in esami e contenuti?

 

Esami e macro aree tematiche tipiche

Ecco come si articola cosa si studia in Giurisprudenza durante il percorso:

Fondamenti del diritto

  • Diritto privato
  • Diritto costituzionale
  • Diritto romano
  • Istituzioni di diritto pubblico

Diritto sostanziale e processuale

  • Diritto civile
  • Diritto penale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto del lavoro
  • Diritto commerciale
  • Diritto internazionale
  • Diritto dell’Unione Europea

Questa struttura aiuta a sviluppare un pensiero critico, una grammatica giuridica solida e la capacità di argomentare in contesti complessi.

 

Esempio di un piano di studio

1° Anno

  • Diritto Romano
  • Diritto Costituzionale
  • Istituzioni di diritto privato
  • Lingua straniera
  • Abilità informatiche

2° Anno

  • Diritto Civile
  • Diritto Amministrativo
  • Storia del diritto moderno
  • Diritto dell’Unione Europea

3° Anno

  • Diritto Commerciale
  • Diritto del lavoro
  • Diritto Penale
  • Sociologia del diritto

4° Anno

  • Diritto Processuale Civile
  • Diritto Processuale Penale
  • Diritto Tributario
  • Materie opzionali

5° Anno

  • Materie opzionali avanzate
  • Seminari e Laboratori
  • Preparazione alla tesi

Attività aggiuntive

  • Lingua straniera (6 CFU)
  • Abilità informatiche (3 CFU)
  • Esami opzionali liberamente scelti dallo studente

Da notare bene che alcuni insegnamenti — come Diritto Penale, Diritto Civile o Amministrativo — sono strutturati su più anni e moduli, con un alto numero di CFU complessivi perché sono fondamentali per la formazione giuridica

 

Fuoricorso e tempi reali di laurea

La durata ufficiale è 5 anni, ma la realtà statistica racconta che molte persone terminano gli studi oltre i tempi previsti. In Italia il 30,5% degli studenti universitari è fuori corso, e nelle facoltà di Giurisprudenza questo dato può arrivare a circa il 47%.

 

Competenze richieste per affrontare Giurisprudenza

Studiare Giurisprudenza non è solo leggere codici. Ecco le principali competenze che fanno la differenza:

  1. Capacità di lettura critica – saper comprendere testi complessi
  2. Ragionamento logico – collegare norme e casi reali
  3. Capacità di sintesi scritta – esprimere concetti giuridici
  4. Resilienza allo studio – affrontare volumi impegnativi
  5. Comunicazione efficace – argomentare in modo persuasivo
  6. Tanta ma tanta memoria

Pro e contro della facoltà

3 pro nel frequentare Giurisprudenza

  • Formazione ampia e versatile – utile in contesti professionali diversi
  • Padronanza del ragionamento critico – dà strumenti mentali forti
  • Opportunità di carriera diversificate – non solo avvocato

3 contro nel frequentare Giurisprudenza

  • Carico di studio elevato – richiede disciplina
  • Percorsi professionali regolati (es. avvocatura) – esami di stato da superare
  • Tempi di laurea spesso più lunghi della durata nominale

Sbocchi professionali e occupazione in Italia

Quando si pensa a Giurisprudenza, l’immaginario collettivo si ferma a tre parole: avvocato, magistrato, notaio.
Sono sbocchi reali, ma rappresentano solo una parte delle possibilità.

Professioni giuridiche classiche (percorsi regolamentati)

  • Avvocato
  • Magistrato
  • Notaio
  • Procuratore dello Stato
  • Avvocato dello Stato
  • Consigliere parlamentare
  • Funzionario presso Autorità indipendenti (AGCM, Garante Privacy, Consob, ecc.)

 

Professioni giuridiche “moderne” (sempre più richieste)

  • Legal specialist / Legal advisor aziendale
  • Consulente in compliance normativa (privacy, GDPR, modelli 231, anticorruzione)
  • Ufficio Gare
  • Data Protection Officer (DPO)
  • Esperto in diritto del lavoro e relazioni sindacali
  • Consulente per sostenibilità e governance (ESG)
  • Risk & compliance manager

 

Sbocchi nella Pubblica Amministrazione e nei concorsi

  • Funzionario amministrativo in Comuni, Regioni, Ministeri
  • Dirigente pubblico (con esperienza e concorsi avanzati)
  • Funzionario INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate
  • Funzionario giudiziario nei Tribunali
  • Carriera diplomatica (concorso MAECI)
  • Funzionario nelle Forze dell’Ordine
  • Segretario comunale

 

Altri ruoli in azienda

  • HR specialist (contratti, relazioni sindacali, diritto del lavoro)
  • Recruiter
  • Commerciale
  • Policy advisor (enti pubblici, think tank, ONG)
  • Responsabile affari istituzionali (Public Affairs)
  • Esperto in lobbying
  • Giornalista giuridico o divulgatore legale

La verità che pochi dicono agli studenti

Giurisprudenza non ti dà un lavoro automatico.
Ma ti dà qualcosa di molto più potente:

una struttura mentale che può essere applicata in decine di professioni diverse.

La differenza non la fa solo la laurea. La fanno:

  • le esperienze che scegli durante l’università
  • gli stage
  • le competenze trasversali
  • la consapevolezza di ciò che ti interessa davvero

 

3 segnali che Giurisprudenza potrebbe fare per te

Ti affascina capire le regole della società – non solo impararle a memoria.

Ti piace argomentare e difendere posizioni con senso critico.

Ti stimola lavorare con persone e problemi reali, non solo con schemi astratti.

 

All’estero: che valore ha la laurea in Giurisprudenza?

La laurea in Giurisprudenza ha un valore riconosciuto anche in contesti internazionali, soprattutto se integrata da percorsi di specializzazione in diritto comparato o europeo. In molti paesi (ad esempio UK, Francia, Germania) il sistema giuridico è diverso, ma le competenze sviluppate in Italia possono essere valorizzate con master o certificazioni specifiche.

 

Rischi comuni e come affrontarli

Un errore frequente è pensare che Giurisprudenza sia “solo studio di codici”. In realtà è un allenamento a risolvere problemi reali con le regole. Se senti che potrebbe essere “troppo teorico”, chiediti: “Mi piace capire perché le regole sono fatte così?” Se la risposta è sì, hai già una predisposizione forte.

 

Conclusione e passo successivo con Dove Inizio

La decisione di iscriversi a Giurisprudenza non è una formula magica, ma un passo consapevole verso un percorso che mescola disciplina, riflessione e vocazione. Nessuna scelta è perfetta per tutti, ma conoscere cosa si studia in Giurisprudenza – con numeri, competenze e sbocchi – ti aiuta a guardare avanti con fiducia.

Se pensi di non essere certo al 100%, leggi prima l’articolo “Le 10 domande da farti per capire se è la facoltà giusta per te” e poi l’approfondimento sui test di orientamento universitario.

Se vuoi trasformare l’incertezza in chiarezza, Dove Inizio ti può accompagnare con orientamenti personalizzati, test attitudinali e supporto per una scelta che rispecchi i tuoi interessi reali.

La vera bussola non è la fama della facoltà, ma la passione che senti dentro e la motivazione che ti porta avanti.

👉 Scopri il percorso di orientamento di Dove Inizio.
Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.

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