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Introduzione
Se stai cercando cosa si studia a Storia, probabilmente ti piace capire il passato, scoprire civiltà lontane o ricostruire le cause che hanno portato a guerre, rivoluzioni e grandi trasformazioni sociali.
Ma studiare Storia all’università è molto diverso dal ricordare date, battaglie e nomi di personaggi famosi.
La vera domanda dello storico è un’altra: come facciamo a sapere ciò che sappiamo del passato?
Durante la triennale impari infatti a lavorare con fonti e documenti, confrontare interpretazioni, ricostruire contesti e comprendere fenomeni politici, economici, sociali, culturali e religiosi.
Prima di scegliere questa facoltà, quindi, vediamo cosa significa davvero studiare Storia.
Cosa si studia a Storia?
La laurea triennale appartiene alla classe L-42 – Storia, dura normalmente 3 anni e prevede 180 CFU.
La formazione attraversa epoche differenti, dall’antichità al mondo contemporaneo, ma non procede semplicemente come una lunga linea del tempo. Impari anche come si costruisce la conoscenza storica.
Storia antica
Il percorso può comprendere Storia greca, Storia romana e discipline dedicate alle civiltà del mondo antico.
Non significa soltanto conoscere ciò che accadde nell’antica Roma o in Grecia: significa imparare a interpretare società molto diverse dalla nostra attraverso le fonti disponibili.
Storia medievale
Società, istituzioni, religione, economia e cultura del Medioevo vengono affrontate cercando di superare anche molti stereotipi con cui normalmente descriviamo questo periodo.
Storia moderna
Rinascimento, Riforma, Stati moderni, espansione europea, Illuminismo e grandi trasformazioni politiche e sociali diventano oggetto di studio e ricerca.
Storia contemporanea
Rivoluzioni, industrializzazione, nazionalismi, guerre mondiali, totalitarismi, Guerra fredda, globalizzazione e trasformazioni sociali permettono di arrivare progressivamente fino al mondo in cui viviamo.
Geografia, antropologia e discipline umanistiche
Studiare un evento senza comprenderne spazio, cultura e società rischia di restituire una visione incompleta.
Per questo il percorso può includere geografia, antropologia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e altre discipline umanistiche.
Quali esami si fanno a Storia? Firenze e Roma a confronto
Non esiste un piano di studi identico per tutte le università. Per capire concretamente cosa si studia a Storia, confrontiamo due atenei diversi da Milano e Bologna.
Università degli Studi di Firenze
Il piano 2026/27 della laurea in Storia dell’Università di Firenze mostra molto chiaramente il peso delle discipline storiche fondamentali.
Tra gli insegnamenti obbligatori troviamo Storia romana, Storia medievale, Storia moderna e Storia contemporanea, ciascuna da 12 CFU, oltre a Geografia, Antropologia culturale e Storia della filosofia.
Tra le possibilità di scelta compaiono invece insegnamenti come Letteratura italiana, Storia della lingua italiana, Storia dell’Europa orientale, Storia dell’Europa moderna, Storia dell’Europa contemporanea e Storia della società contemporanea.
Il piano ufficiale aggiornato può essere consultato sul sito dell’Università di Firenze – Laurea in Storia.
Sapienza Università di Roma
Alla Sapienza il corso Storia, Antropologia, Religioni appartiene sempre alla classe L-42, ma già il nome fa emergere una caratteristica differente: la formazione storica dialoga fortemente con antropologia, culture e religioni.
Il corso attraversa la storia dall’antichità all’età contemporanea e permette quindi di osservare come due lauree appartenenti alla stessa classe possano avere identità formative differenti. Il catalogo 2026/27 della Sapienza è attualmente in aggiornamento.
Il piano può essere consultato direttamente sul sito di Sapienza – Storia, Antropologia, Religioni.
In generale, gli esami di una triennale L-42 possono essere organizzati in queste macro-aree:
- Area storica: Storia greca, romana, medievale, moderna e contemporanea.
- Area metodologica: metodologia della ricerca storica, archivistica, paleografia e discipline legate allo studio delle fonti, secondo il corso.
- Area geografico-sociale: Geografia, Antropologia, Sociologia e discipline affini.
- Area culturale: Filosofia, Letteratura, Storia dell’arte, Storia delle religioni.
- Area trasversale: lingua straniera, informatica, laboratori, tirocini e attività a scelta.
La lezione orientativa è importante: non scegliere l’università soltanto perché offre “Storia”. Guarda quale idea di Storia propone attraverso i suoi esami.
Quanto dura davvero la laurea in Storia?
La durata prevista è di 3 anni per 180 CFU, ma non tutti terminano esattamente nei tempi.
In assenza di un singolo indicatore nazionale capace di rappresentare perfettamente tutti i corsi L-42, utilizzerei come stima orientativa una durata effettiva nell’ordine dei 3,5-4 anni, considerando insieme chi conclude in corso e chi accumula ritardo.
Anche per i fuoricorso possiamo utilizzare, esclusivamente come ordine di grandezza orientativo e non come statistica ufficiale, una fascia di circa 25-35%. I dati dei singoli atenei mostrano comunque un buon livello di soddisfazione. A Firenze, per esempio, il 77,8% dei laureati intervistati dichiara che sceglierebbe nuovamente lo stesso corso nello stesso ateneo.
Alla Sapienza, per Storia, Antropologia, Religioni, la percentuale sale all’83,1%. Inoltre l’85,8% giudica il carico di studio complessivamente adeguato alla durata del corso, sommando “decisamente sì” e “più sì che no”.
Quanti studenti studiano Storia?
I corsi L-42 sono generalmente meno numerosi rispetto alle grandi lauree di massa, ma sono presenti in molti atenei italiani. Per avere un ordine di grandezza concreto, nel 2025 AlmaLaurea registra 136 laureati nel corso Storia, Antropologia, Religioni della Sapienza. Un altro percorso L-42 dello stesso ateneo, Global Humanities, ne registra 99. A Firenze, invece, il collettivo utilizzato per l’indagine occupazionale comprende 84 laureati del 2024.
Attenzione: sono laureati e non iscritti complessivi. Come stima orientativa, considerando tutti gli atenei e le annualità, possiamo parlare di diverse migliaia di studenti iscritti ai corsi L-42 in Italia. Una parte di questi può trovarsi fuori corso, ma per ottenere il valore assoluto nazionale relativo a uno specifico anno accademico è necessario utilizzare i dati MUR.
5 competenze utili per studiare Storia
1. Comprensione del testo. Leggerai manuali, saggi, documenti e fonti che possono richiedere attenzione e tempo.
2. Pensiero critico. Due studiosi possono interpretare lo stesso fenomeno in maniera differente. Devi imparare a capire perché.
3. Capacità di ricerca. Studiare Storia significa cercare, selezionare, verificare e confrontare fonti.
4. Capacità di creare collegamenti. Politica, economia, società, religione e cultura interagiscono continuamente.
5. Scrittura e argomentazione. Non basta conoscere un fatto: devi saper costruire una spiegazione coerente e sostenerla attraverso le fonti.
Storia potrebbe essere adatta a te se ami…
Ci sono tre segnali particolarmente interessanti.
Ami chiederti perché le cose sono successe. Una data non ti basta: vuoi comprenderne cause e conseguenze.
Ti piace cercare e approfondire. Quando scopri un argomento interessante, una risposta breve tende ad aprire altre domande.
Ami collegare passato e presente. Capire società lontane ti aiuta anche a guardare con occhi diversi ciò che accade oggi.
C’è però una falsa convinzione da superare: “Ho una buona memoria, quindi sono portato per Storia.”
La memoria aiuta, ma all’università non basta. Studiare Storia significa soprattutto interpretare, confrontare, contestualizzare e argomentare. Sapere quando è avvenuto un evento conta. Capire perché è avvenuto, quali fonti ce lo raccontano e perché gli storici possono interpretarlo diversamente conta ancora di più.
Se Storia ti appassiona ma non sai se corrisponda davvero alle tue attitudini, scopri Doveinizio: confronta interessi, competenze e motivazioni con le caratteristiche reali del percorso universitario prima di scegliere.
3 pro e 3 contro di studiare Storia
Tra i pro, il primo è lo sviluppo di una forte capacità critica: impari a distinguere fatti, fonti e interpretazioni. Il secondo è una cultura interdisciplinare che mette insieme politica, economia, società e cultura. Il terzo è lo sviluppo di competenze trasferibili come ricerca, scrittura, analisi e gestione delle informazioni.
Ci sono però anche contro da conoscere. Il primo è che il percorso professionale è meno lineare rispetto a lauree direttamente professionalizzanti. Il secondo è che per molti sbocchi la magistrale o una specializzazione successiva diventano molto importanti. Il terzo è che devi imparare a trasformare una preparazione umanistica ampia in competenze professionali chiaramente riconoscibili dal mercato.
Che lavoro puoi fare dopo Storia?
“Con Storia puoi soltanto insegnare” è una convinzione troppo limitante.
L’insegnamento è certamente una possibilità, ma non è l’unica e richiede il rispetto dei requisiti previsti per l’accesso alle relative classi di concorso. In funzione della specializzazione, dei titoli ulteriori e delle competenze acquisite, un laureato in Storia può orientarsi verso:
- insegnamento;
- ricerca storica e universitaria;
- archivi;
- biblioteche;
- musei;
- fondazioni e istituzioni culturali;
- valorizzazione del patrimonio storico;
- organizzazione di eventi e progetti culturali;
- editoria;
- redazione ed editing;
- giornalismo, attraverso il relativo percorso professionale;
- divulgazione storica;
- comunicazione culturale;
- produzione di contenuti digitali;
- podcasting e prodotti audiovisivi culturali;
- documentari;
- public history;
- digital humanities;
- ricerca documentale;
- gestione di banche dati e archivi digitali;
- turismo culturale;
- servizi culturali nella Pubblica Amministrazione;
- comunicazione istituzionale;
- progettazione culturale;
- ricerca genealogica e documentale;
- consulenza storica per prodotti editoriali, audiovisivi e culturali;
- formazione, sviluppando le competenze richieste.
Non tutti questi ruoli sono automaticamente accessibili con la sola triennale. Alcuni richiedono magistrale, concorsi, ulteriori titoli o una specializzazione professionale.
Storia e lavoro: cosa succede dopo la triennale?
Questo è uno dei dati più importanti da conoscere prima di scegliere. A Firenze, a un anno dalla laurea, il 90,6% dei laureati del collettivo analizzato da AlmaLaurea risulta iscritto a un corso di laurea di secondo livello. Il tasso di occupazione rilevato nello stesso collettivo è del 12,5%.
Alla Sapienza, nel corso Storia, Antropologia, Religioni, il 78,4% prosegue con una laurea di secondo livello, mentre il tasso di occupazione a un anno è del 32,4%. Questi numeri non significano che “con Storia non si trova lavoro”.
Raccontano soprattutto un’altra realtà: per molti studenti la triennale L-42 è il primo passo di un percorso 3+2. Per questo, se stai valutando Storia, non guardare soltanto i primi tre anni. Esplora anche le magistrali e chiediti verso quale area vorresti progressivamente specializzarti.
Che valore ha una laurea in Storia all’estero?
La formazione storica ha una dimensione fortemente internazionale. History, Global History, European Studies, Heritage Studies, Digital Humanities e Public History sono presenti in numerosi sistemi universitari.
Una preparazione storica può trovare applicazione internazionale soprattutto quando viene combinata con lingue straniere, competenze digitali, ricerca, gestione del patrimonio e capacità di comunicazione. Naturalmente, l’accesso a professioni specifiche cambia da Paese a Paese.
Se immagini un futuro internazionale, quindi, non limitarti a chiederti se “la laurea italiana vale all’estero”. Chiediti piuttosto:
quali competenze posso costruire durante l’università per rendere internazionale il mio profilo?
Erasmus, inglese, una seconda lingua, digital humanities, archivi digitali e partecipazione a progetti internazionali possono diventare elementi molto importanti.
Quindi, Storia è la facoltà giusta per te?
Dopo aver scoperto cosa si studia a Storia, prova a non chiederti soltanto: “Mi piace Storia alle superiori?”
Chiediti invece:
- Mi piace cercare le cause dietro gli eventi?
- Quando incontro versioni diverse dello stesso fatto, mi viene voglia di capire quale sia più attendibile?
- Mi interessa leggere, ricercare e costruire collegamenti anche quando richiede tempo?
Guarda i piani di studio di più università. Confronta gli esami. Informati sulle magistrali e sulle professioni. E soprattutto prova a capire se ami soltanto conoscere il passato o se ti interessa anche il lavoro necessario per interpretarlo.
Se vuoi capire se Storia, o un’altra facoltà, è realmente coerente con chi sei, scopri Dove Inizio e avvia il tuo percorso di orientamento: parti dalle tue competenze, dai tuoi interessi e dalle tue motivazioni per confrontarli con le caratteristiche reali dei percorsi universitari.
Perché dati occupazionali, durata e sbocchi sono informazioni importanti. Ma la scelta capace di sostenerti nel tempo nasce dall’incontro tra opportunità e persona: ciò che ti appassiona, il tuo livello di motivazione e quello per cui senti di essere realmente portato.
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Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.

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