Scienze economiche

Tempo di lettura stimato: 11 minuti

 

Introduzione

  • Perché i prezzi aumentano?
  • Che cosa succede quando una banca centrale alza i tassi di interesse?
  • Perché alcuni Paesi crescono più velocemente di altri?
  • Come possiamo capire se una politica contro la disoccupazione sta funzionando?
  • E come si può prevedere l’effetto di una tassa, di una crisi energetica o di una nuova tecnologia sull’economia?

Sono domande molto diverse da: “Come si gestisce un’azienda?”

Ed è proprio da questa differenza che possiamo iniziare a capire Scienze economiche.

Se Economia aziendale concentra gran parte dell’attenzione sull’impresa, Scienze economiche tende ad allargare lo sguardo verso mercati, famiglie, imprese, istituzioni, politiche pubbliche, finanza e sistemi economici.

Per studiarli utilizza strumenti che possono essere anche molto quantitativi: matematica, statistica, econometria e analisi dei dati. Non significa quindi semplicemente “studiare economia”.

Significa imparare progressivamente a costruire modelli, interpretare dati e comprendere perché persone, imprese, mercati e istituzioni prendono determinate decisioni.

In cosa consiste la laurea in Scienze economiche?

È generalmente una laurea triennale da 180 CFU. Per semplicità, nel resto dell’articolo parleremo soprattutto di Economia, senza ripetere continuamente la denominazione formale della classe.

Attenzione, però: corsi appartenenti a quest’area possono chiamarsi Economia, Economia e commercio, Economics o avere denominazioni ancora più specifiche. E soprattutto possono avere impostazioni differenti.

All’Università di Firenze, per esempio, Economia e commercio prevede tre curriculum: Economia e diritto, Economia politica e mercati finanziari ed Economics and data.

L’Università di Pavia descrive invece il proprio corso di Economia come un percorso finalizzato a formare un economista capace di comprendere sia i fenomeni macroeconomici sia quelli relativi ai singoli operatori, integrando discipline economiche, aziendali, giuridiche, matematico-statistiche ed econometriche.

Questa varietà rende particolarmente importante guardare il piano di studi prima di scegliere.

Prima di concentrarti su un singolo percorso, infatti, può essere utile capire quali alternative esistono. Consulta il nostro articolo “Tutte le facoltà universitarie in Italia nel 2026: ecco quali sono!” per confrontare aree di studio diverse e scoprire corsi che forse non avevi ancora considerato.

Microeconomia

La microeconomia studia il comportamento dei singoli soggetti economici.

  • Consumatori.
  • Imprese.
  • Lavoratori.
  • Investitori.
  • Mercati.
  1. Perché una persona compra un prodotto invece di un altro?
  2. Che cosa succede alla domanda quando aumenta il prezzo?
  3. Come decide un’impresa quanto produrre?
  4. Come cambia un mercato quando poche aziende controllano gran parte dell’offerta?

Inizierai a ragionare attraverso concetti come domanda, offerta, elasticità, costi, utilità, concorrenza, monopolio, equilibrio e incentivi. Ma non limitandoti a impararne la definizione.

Dovrai spesso rappresentare questi fenomeni attraverso grafici, funzioni e modelli matematici.

Macroeconomia

Se la microeconomia osserva le decisioni dei singoli operatori, la macroeconomia allarga lo sguardo all’intero sistema economico.

Studierai fenomeni come: PIL, inflazione, disoccupazione, crescita economica, consumi, investimenti, debito pubblico, moneta e tassi di interesse.

  • Perché l’inflazione aumenta?
  • Che cosa può fare una banca centrale?
  • Perché un’economia entra in recessione?
  • Un aumento della spesa pubblica favorisce sempre la crescita?

Qui inizi a comprendere anche il dibattito economico che incontri quotidianamente nei giornali e nei telegiornali. La differenza è che all’università dovrai andare oltre le opinioni. Dovrai imparare a chiederti: “Quali dati e quale modello sostengono questa conclusione?”

Matematica

Se stai pensando a Scienze economiche perché vuoi evitare la matematica, è importante correggere subito questa aspettativa. La matematica può avere un peso significativo.

A Firenze, per esempio, il piano 2026/27 comprende già Matematica per le applicazioni economiche I da 9 CFU; a seconda del percorso è possibile incontrare anche un secondo insegnamento quantitativo.

Perché serve? Perché molti fenomeni economici vengono rappresentati attraverso modelli. La matematica permette di formalizzare relazioni tra variabili e rispondere a domande del tipo: se cambia X, che cosa succede a Y?

Non devi necessariamente essere un talento matematico. Ma devi essere disposto a utilizzare la matematica come linguaggio dell’analisi economica.

Statistica

L’economia produce una quantità enorme di dati.

  • Occupazione.
  • Inflazione.
  • Redditi.
  • Consumi.
  • Prezzi.
  • Produzione.
  • Mercati finanziari.
  • Commercio internazionale.

La statistica serve a trasformare questi dati in informazioni utilizzabili, imparerai quindi a raccogliere, organizzare, descrivere e interpretare informazioni quantitative. A Firenze, Statistica da 9 CFU fa parte della formazione di base del corso di Economia e commercio.

È una materia particolarmente importante per chi in futuro immagina percorsi legati a data analysis, ricerca economica, finanza, consulenza o valutazione delle politiche pubbliche.

Econometria

L’econometria è uno degli elementi che caratterizzano particolarmente gli studi economici più quantitativi. Possiamo pensarla come un punto d’incontro tra: economia + matematica + statistica + dati.

Immagina di voler capire se aumentare il livello di istruzione porta realmente a redditi più elevati oppure se una determinata politica pubblica riduce la disoccupazione. Non basta osservare che due fenomeni si verificano insieme.

Devi cercare di capire se esiste davvero una relazione e quanto è robusta.

A Firenze, per esempio, nel percorso compare Introduzione all’econometria, mentre Pavia indica esplicitamente le tecniche econometriche tra gli elementi della formazione.

Politica economica

Una volta compreso come funziona un sistema economico arriva una domanda ancora più complessa: possiamo modificarlo?

Qui entra in gioco la politica economica.

  • Lo Stato dovrebbe intervenire quando aumenta la disoccupazione?
  • Come si può contrastare l’inflazione?
  • Quali conseguenze può avere una nuova tassa?
  • Quando è opportuno incentivare determinati settori?

La politica economica studia gli strumenti attraverso i quali le istituzioni cercano di influenzare l’economia. È quindi un’area particolarmente interessante per chi è attratto dal rapporto tra economia, società e decisioni pubbliche.

Scienza delle finanze

Non lasciarti ingannare dal nome, la Scienza delle finanze non riguarda principalmente investimenti e mercati finanziari. Studia soprattutto l’intervento economico dello Stato.

  • Tasse.
  • Spesa pubblica.
  • Welfare.
  • Redistribuzione.
  • Beni pubblici.
  • Effetti economici delle decisioni governative.

A Firenze, per esempio, Scienza delle finanze è prevista nel percorso di Economia e commercio. È una materia importante se ti interessano politiche pubbliche, amministrazioni, fiscalità ed economia del welfare.

Economia internazionale

  • Che cosa succede quando un Paese impone dazi?
  • Perché alcune economie esportano più di altre?
  • Come influiscono i tassi di cambio?
  • Perché una crisi nata in un Paese può propagarsi rapidamente altrove?

L’economia internazionale studia le relazioni economiche tra Paesi: commercio, globalizzazione, mercati internazionali, politiche commerciali e rapporti economici diventano quindi parte dell’analisi. A Firenze, per esempio, nel piano 2026/27 compare Economia internazionale.

Economia aziendale

Anche se Scienze economiche non coincide con Economia aziendale, nei piani di studio puoi comunque incontrare discipline aziendali.

È importante. Per comprendere un sistema economico devi conoscere anche il funzionamento delle organizzazioni che ne fanno parte.

A Firenze il primo anno comprende Economia aziendale ed Economia e gestione delle imprese; anche Pavia dedica spazio significativo alle discipline aziendali. La differenza sta soprattutto nel peso complessivo e nella prospettiva con cui vengono affrontate.

Diritto

Mercati e istituzioni non funzionano senza regole, per questo incontrerai anche materie giuridiche.

A Firenze il piano comprende Istituzioni di diritto pubblico e Istituzioni di diritto privato, con ulteriori possibilità di approfondimento come Diritto commerciale. Il diritto ti aiuta a comprendere il quadro istituzionale nel quale operano cittadini, imprese e organizzazioni. È particolarmente importante nei percorsi che avvicinano economia, regolamentazione, pubblica amministrazione e mercati.

Per capire quanto possa cambiare il percorso tra università differenti confrontiamo Firenze e Pavia.

Università degli Studi di Firenze

Il corso di Economia e commercio presenta una base molto interdisciplinare.

Tra gli insegnamenti del piano 2026/27 troviamo:

  • Microeconomia;
  • Matematica per le applicazioni economiche I;
  • Statistica;
  • Economia aziendale;
  • Economia e gestione delle imprese;
  • Istituzioni di diritto pubblico;
  • Macroeconomia;
  • Scienza delle finanze;
  • Contabilità;
  • Storia economica;
  • Istituzioni di diritto privato.

Successivamente il percorso cambia anche in funzione del curriculum scelto.

Particolarmente interessante è la presenza dei tre indirizzi Economia e diritto, Economia politica e mercati finanziari ed Economics and data. Quest’ultimo è pensato per costruire competenze economiche con una particolare capacità operativa sui dati e prevede anche insegnamenti in inglese.

Università degli Studi di Pavia

Il corso di Economia di Pavia dura tre anni per 180 CFU ed è costruito per fornire una visione sia dei fenomeni macroeconomici sia delle decisioni dei singoli operatori.

Nel primo anno 2026/27 troviamo, tra gli altri:

  • Economia aziendale;
  • Economia e gestione delle imprese;
  • Istituzioni di diritto privato;
  • Conoscenze informatiche per l’azienda;
  • Lingua inglese.

L’impostazione dichiarata dall’ateneo integra poi le discipline economiche con quelle aziendali, giuridiche, matematico-statistiche ed econometriche. C’è anche una differenza pratica da conoscere: nel 2026/27 il corso di Pavia è ad accesso programmato locale e richiede il TOLC-E secondo le condizioni previste dal bando.

Cosa cambia davvero tra Firenze e Pavia?

Entrambi i corsi costruiscono una preparazione economica interdisciplinare. Firenze rende particolarmente visibile la possibilità di differenziare il proprio profilo: diritto, economia e mercati finanziari oppure economia e dati. Pavia presenta invece il corso come una formazione dell’economista capace di leggere insieme fenomeni macroeconomici e comportamenti dei singoli operatori, combinando economia con strumenti aziendali, giuridici e quantitativi.

La domanda da portarti a casa è quindi: “Quale tipo di economia voglio studiare?”. Non fermarti alla parola Economia nella denominazione del corso.

Le macro-aree degli esami

Possiamo raggruppare le materie in alcune grandi aree.

economica: microeconomia, macroeconomia, politica economica, economia internazionale.

quantitativa: matematica, statistica, econometria e analisi dei dati.

finanziaria: economia finanziaria, mercati, intermediari e strumenti quantitativi per la finanza, a seconda del curriculum.

pubblica: scienza delle finanze, politiche pubbliche ed economia del welfare.

aziendale: economia aziendale, gestione delle imprese, contabilità e bilancio.

giuridica: diritto pubblico, privato, commerciale e regolazione.

storico-sociale: storia economica e, in alcuni percorsi, discipline che aiutano a leggere l’economia all’interno della società.

Scienze economiche o Economia aziendale?

È probabilmente uno dei dubbi più importanti. Semplificando molto:

  • Scienze economiche → come funzionano economie, mercati e decisioni economiche?
  • Economia aziendale → come funzionano e vengono gestite le imprese?

Nel primo caso tendono ad assumere maggiore importanza microeconomia, macroeconomia, econometria, politica economica e strumenti quantitativi. Nel secondo diventano generalmente più centrali contabilità, bilancio, management, marketing, organizzazione, finanza aziendale e controllo di gestione.

Non esiste una scelta migliore in assoluto. Esiste quella più coerente con il tipo di problemi che ti interessa imparare a risolvere.

Quanto dura davvero Scienze economiche?

La durata prevista è 3 anni per 180 CFU; questa è, per esempio, la struttura del corso di Pavia ma non bisogna confondere durata con difficoltà. Scienze economiche può richiedere di passare continuamente da:

teoria economica → formule → grafici → dati → diritto → interpretazione dei fenomeni.

La componente quantitativa può essere significativa.

Per questo, se stai confrontando più percorsi anche in base alla difficoltà, può esserti utile leggere “Quali sono le facoltà universitarie più difficili in Italia nel 2026?”. Non per costruire una classifica assoluta — la difficoltà dipende molto anche dalle caratteristiche dello studente — ma per capire quali elementi rendono impegnativo un corso e quali sono più compatibili con il tuo modo di studiare.

Prima di continuare, fai questa prova

Immagina questa situazione. Il prezzo degli affitti in una grande città aumenta rapidamente.

  1. Qual è la prima domanda che ti viene in mente?
  2. Perché stanno aumentando?
  3. Ci sono poche abitazioni disponibili?
  4. È aumentata la domanda?
  5. Quanto incidono gli affitti turistici?
  6. Che ruolo hanno redditi e salari?
  7. Che cosa succederebbe introducendo un tetto agli affitti?
  8. Quali sarebbero gli effetti indesiderati di quella decisione?

Se inizi spontaneamente a cercare cause, relazioni, dati e conseguenze, il modo di ragionare dell’economia potrebbe incuriosirti.

Conoscere materie ed esami è importante, ma non basta per capire se un percorso è davvero adatto a te. Con il percorso di orientamento Doveinizio puoi partire dai tuoi interessi, dalle tue capacità e dalle tue motivazioni per esplorare le alternative più coerenti con il tuo profilo.

5 competenze importanti per studiare Scienze economiche

1. Ragionamento logico. Devi comprendere relazioni tra variabili e conseguenze delle diverse decisioni.

2. Capacità quantitativa. Matematica, statistica ed econometria richiedono disponibilità a lavorare con numeri e modelli.

3. Capacità di analisi. Un fenomeno economico raramente dipende da una sola causa.

4. Pensiero critico. Devi imparare a distinguere un’opinione da un’affermazione supportata da dati.

5. Curiosità verso ciò che accade nel mondo. Inflazione, lavoro, tecnologia, disuguaglianze, mercati e politiche pubbliche diventano molto più interessanti quando inizi a possedere gli strumenti per interpretarli.

Nei materiali di autovalutazione orientativa, curiosità sul funzionamento delle cose, interesse per i numeri, capacità di formulare e verificare ipotesi, classificare e individuare relazioni sono caratteristiche associate proprio all’area logico-matematica.

Scienze economiche potrebbe essere adatta a te se ami…

  • Capire perché accadono le cose. Non ti basta sapere che l’inflazione è aumentata: vuoi comprenderne le cause.
  • Lavorare con dati e grafici. Numeri e statistiche per te possono diventare strumenti per raccontare un fenomeno.
  • Ragionare sulle conseguenze delle decisioni. Se cambia una tassa, un prezzo o un tasso di interesse, ti interessa capire che cosa potrebbe succedere dopo.
  • Osservare la società attraverso l’economia. Ti incuriosiscono lavoro, disuguaglianze, mercati, globalizzazione e politiche pubbliche.

Prima di scegliere, prova quindi a spostare l’attenzione dal semplice “mi piace Economia?” a domande più concrete su materie, difficoltà, motivazioni e futuro professionale. Nell’articolo “Le 10 domande da farti per capire se è la facoltà giusta” trovi una traccia utile per mettere alla prova la tua scelta prima dell’immatricolazione.

3 pro e 3 contro di Scienze economiche

Tra i pro, il primo è la capacità di fornire strumenti per interpretare fenomeni che influenzano quotidianamente persone, imprese e istituzioni.

Il secondo è la versatilità: puoi successivamente orientarti verso economia, finanza, dati, politiche pubbliche, ricerca, consulenza o percorsi internazionali.

Il terzo è la crescente importanza delle competenze quantitative e analitiche.

Tra i contro, il primo è che la matematica può essere più presente di quanto alcuni studenti immaginino.

Il secondo è l’astrazione: microeconomia e macroeconomia richiedono spesso di ragionare attraverso modelli.

Il terzo è che, per molte professioni specialistiche, la triennale rappresenta soprattutto la prima parte del percorso.

Che lavoro puoi fare dopo Scienze economiche?

Le possibilità dipendono molto dalla specializzazione costruita durante e dopo la triennale.

Tra i ruoli compatibili o raggiungibili sviluppando le competenze necessarie troviamo:

  • junior economic analyst;
  • junior data analyst;
  • market research assistant;
  • financial analyst junior;
  • credit analyst;
  • risk analyst junior;
  • banking assistant;
  • insurance analyst;
  • business analyst;
  • research assistant;
  • policy research assistant;
  • junior policy analyst;
  • consulente economico junior;
  • business intelligence analyst junior;
  • forecasting analyst;
  • pricing analyst;
  • market analyst;
  • addetto studi economici;
  • operatore in banche e intermediari finanziari;
  • addetto in associazioni di categoria;
  • ruoli economico-amministrativi nella Pubblica Amministrazione, tramite le procedure previste;
  • ruoli in organizzazioni internazionali, costruendo una formazione adeguata;
  • economista, soprattutto attraverso una successiva specializzazione;
  • ricercatore in economia, attraverso il necessario percorso post-laurea.

Firenze, per esempio, associa ai diversi curriculum profili che vanno dall’analista di mercato al tecnico della gestione finanziaria, fino a junior data analyst, junior financial analyst, market research assistant e assistente policy analyst.

Condizioni occupazionali: cosa succede dopo la triennale?

Per interpretare correttamente i dati bisogna considerare una caratteristica molto importante di Scienze economiche: molti laureati continuano a studiare.

Secondo i dati AlmaLaurea aggiornati ad aprile 2026, tra i laureati 2024 del corso di Economia e commercio di Firenze intervistati a un anno dal titolo, l’85% risulta iscritto a un corso di secondo livello. Il tasso di occupazione riportato per il collettivo esaminato è del 25%.

Per Economia a Pavia, il 78,4% risulta iscritto a un corso di secondo livello, mentre il tasso di occupazione riportato è del 31,4%.

Attenzione però: questi indicatori non vanno trasformati in una classifica tra università. AlmaLaurea specifica che, per una migliore confrontabilità, il collettivo utilizzato per il tasso di occupazione riportato comprende in questo caso i laureati che non lavoravano al momento della laurea.

Il dato più interessante dal punto di vista orientativo è quindi un altro: se scegli Scienze economiche, è molto realistico immaginare un percorso che continui con una laurea magistrale.

Gli sbocchi lavorativi restano comunque un elemento da considerare. Puoi confrontare questo percorso con “Quali sono le lauree triennali più richieste in Italia nel 2026?”, ricordando però che domanda del mercato, competenze personali e interesse per ciò che studierai devono essere valutati insieme.

Quale magistrale scegliere dopo Scienze economiche?

Qui le possibilità diventano numerose, in funzione dei requisiti dei singoli corsi puoi orientarti verso:

  • Economics, se vuoi approfondire teoria e analisi economica;
  • Econometrics e quantitative economics, se ami matematica, statistica e modelli;
  • Data science, costruendo le competenze quantitative e informatiche richieste;
  • Finance, se ti interessano mercati e strumenti finanziari;
  • Economia e politiche pubbliche, se ti interessano istituzioni e intervento pubblico;
  • International economics, se vuoi approfondire commercio, globalizzazione e sistemi economici internazionali;
  • Development economics, se ti interessano sviluppo, povertà e disuguaglianze;
  • Management, quando il percorso e i requisiti di accesso lo consentono.

La scelta della magistrale può cambiare profondamente il tuo profilo professionale.

Scienze economiche e intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale non rende meno importante l’economia, sta cambiando gli strumenti con cui gli economisti possono lavorare.

Grandi quantità di dati possono essere analizzate più rapidamente, modelli possono essere simulati, previsioni possono essere automatizzate. Report possono essere prodotti in pochi minuti.

Ma rimangono domande che richiedono competenza:

  • Quali dati stiamo usando?
  • Sono rappresentativi?
  • Stiamo osservando una correlazione o una relazione causale?
  • Il modello incorpora qualche distorsione?
  • Quali conseguenze può produrre una decisione basata su quell’analisi?

Per questo una combinazione particolarmente interessante per il futuro potrebbe essere: economia + statistica + econometria + programmazione + AI.

Firenze mostra già questa evoluzione con il curriculum Economics and data e con attività come laboratori di analisi dati ed economia computazionale.

E all’estero?

Scienze economiche è un percorso molto spendibile anche in una prospettiva internazionale. Puoi incontrare corsi denominati:

Economics, Applied Economics, International Economics, Political Economy, Econometrics, Financial Economics o Economics and Data Science.

Se immagini di lavorare o studiare all’estero, diventano particolarmente utili: inglese, statistica, econometria, programmazione, esperienze Erasmus e capacità di lavorare con dataset e software quantitativi.

Una buona preparazione quantitativa può facilitare l’accesso a magistrali internazionali molto selettive.

Quindi, Scienze economiche è la facoltà giusta per te?

Non sceglierla soltanto perché: “Economia offre molti lavori.” e nemmeno perché: “Non so cosa fare e con Economia posso decidere dopo.”

Chiediti invece:

  • Mi interessa capire come funzionano i mercati?
  • Inflazione, lavoro, finanza e politiche pubbliche ti incuriosiscono?
  • Sono disposto a studiare matematica e statistica?
  • Grafici e dati mi spaventano?
  • Quando leggo una notizia economica mi viene voglia di capire che cosa c’è dietro?
  • Trovo interessante costruire modelli per spiegare fenomeni complessi?
  • Preferisco capire il funzionamento dell’economia o soprattutto quello delle aziende?

E soprattutto:

mi interessa davvero studiare economia oppure mi interessa soltanto l’idea delle opportunità lavorative associate a una laurea economica?

Se più percorsi continuano a sembrarti interessanti e ti ritrovi a pensare “non so che università fare”, non cercare necessariamente una risposta immediata. Parti dal confronto tra ciò che ti interessa, ciò che sai fare e il tipo di problemi che vorresti affrontare nel futuro: nella nostra guida “Non so che università fare: una breve guida per scegliere con consapevolezza” trovi un metodo per affrontare questa scelta in modo più strutturato.

Confronta almeno tre corsi dell’area economica. Guarda quanti esami prevedono di matematica, statistica, econometria, finanza, diritto e materie aziendali. Poi confrontali con le attività professionali che ti incuriosiscono. Con Doveinizio puoi mettere queste informazioni in relazione con i tuoi interessi, le tue capacità e le tue motivazioni.

Perché scegliere un’università non significa semplicemente individuare il corso con più opportunità.

Significa costruire progressivamente un progetto nel quale ciò che studi, ciò che sai fare e ciò che vuoi diventare iniziano ad avere una direzione comune. Nei materiali sulla didattica orientativa, infatti, l’orientamento viene descritto come un processo che aiuta a riconoscere competenze, attitudini e potenzialità e a collegare gli apprendimenti a scelte concrete e significative per il futuro.

👉 Scopri il percorso di orientamento di Dove Inizio
Perché scegliere bene non significa essere sicuri di tutto, ma iniziare dal punto giusto.

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